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11 luglio 2005

Media Literacy, una nuova cultura dell’apprendimento

Non più solo lèggere, scrivere e far di conto: l'educazione ai media apre scenari innovativi nel rapporto tra istruzione e società

di Costanza Braccesi

Banca Dati DiaLa cosiddetta "media literacy", ovvero l'educazione multimediale, espande il concetto base dell'istruzione - leggere, scrivere e far di conto - a tutte le forme di comunicazione: dalla televisione ai cartelloni pubblicitari, dal cinema a Internet. Del resto era inevitabile che media ed educazione venissero a confronto: i mezzi di comunicazione occupano infatti nella vita dei bambini e degli adolescenti una larga fetta della giornata. Circa mille ore in un anno, in media, passate dai ragazzi davanti al televisore, ad ascoltare musica o a navigare in Internet. 

Si rende quindi indispensabile, oggi, aiutare bambini e adulti a vivere e ad apprendere in una cultura globale dei media, rendendo l'alunno un soggetto mediaticamente alfabetizzato e in grado di comprendere il linguaggio audiovisivo dei mezzi di comunicazione. Ma anche il significato di questo linguaggio, per riconoscerne le strategie messe in atto. Come sappiamo, infatti, i media non sono neutrali: controllati da economia e politica, a loro volta controllano e impongono stili di vita. Ma chi comunica e perché? Quali sono i linguaggi dei media e quali le tecniche impiegate? Quali le ideologie? E chi riceve il messaggio, attraverso quale processo di "negoziazione" elabora un proprio significato?

E’ proprio questo il nucleo su cui lavora Cratos, il Centro di Ricerca sulle Applicazioni della Telematica alle Organizzazioni e alla Società, che sta portando avanti un progetto sulla "media literacy" cofinanziato dalla Comunità Europea all'interno del programma "e-Learning Initiative". Cratos, attivo fin dal 1996, è un'unità di ricerca che si è sviluppata all’interno della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. L’obiettivo che si pone è quello di creare un’organizzazione educativa no-profit, il “Centro Europeo per l'Educazione ai media”, che possa essere un sostegno per gli "addetti ai lavori" nel far capire quanto l'educazione ai media - e con i media - sia importante nella società attuale.

Banca Dati DiaInterpretando la ricerca e le teorie sull'educazione ai media per trasformarle in applicazioni pratiche e in mezzi educativi, Cratos vuole fornire nuovi strumenti educativi per far comprendere in che modo i mezzi multimediali veicolano informazioni e notizie e far capire come specifiche tecniche siano utilizzate per provocare determinate reazioni emotive. Il progetto vuole aiutare insegnanti, giovani, genitori ed educatori a identificare tali tecniche e i loro effetti; a far sapere che il multimediale beneficia alcune persone, ma può escluderne altre; ma anche a cercare fonti alternative di educazione e intrattenimento e a non essere spettatori passivi.

Per permettere questo tipo di ricerca, Cratos mette a disposizione alcuni servizi: la biblioteca, la community, la rivista online. Tra i progetti futuri, anche quello di organizzare un workshop presso l'Università Cattolica di Milano concentrato sulla media literacy, per far sì che professionisti e persone coinvolte in questo settore si scambino idee e impressioni su un tema per sua natura in continua evoluzione.

 

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