Il 58% dei libri scolastici in commercio nell'anno scolastico 2004/2005 non ha subìto alcun aumento di prezzo. E il 5% ha fatto registrare un aumento che si è tuttavia mantenuto inferiore all'inflazione (+1,7%). Anche per quanto riguarda la percezione delle famiglie italiane, solo il 3% indica i libri scolastici come aumentati in modo rilevante: generalmente le spese per la scuola e l'istruzione hanno pesato meno di altre spese familiari proprio perché i libri, ma anche, ad esempio, il corredo scolastico e i servizi di mensa sono diminuiti leggermente rispetto ad altri beni primari e non che invece hanno fatto registrare un incremento consistente (alimentari +24%, abitazioni +22%, abbigliamento +11%, servizi sanitari +8%).
Ecco quanto emerso dall'indagine "Libri scolastici a confronto. Ci sono cose per cui si spende di più" presentata lo scorso 21 luglio, a Roma, dall'Ispo (Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione) su commissione dell'Associazione Italiana Editori (AIE).
Come gli anni scorsi, l’analisi è stata effettuata in base ai prezzi di listino su 32.680 libri di testo per le scuole secondarie di primo e secondo grado. Analizzando le singole materie si scopre che l'incremento di spesa per i testi di matematica è inferiore allo 0,25% rispetto allo scorso anno, seguito dai testi di lingue straniere (-0,11%), e di scienze, biologia e chimica (-0,09%). Praticamente stabili rimangono i prezzi dei libri di storia e geografia (0,04%) e quelli di italiano (+0,04%).
«Prosegue la politica di contenimento dei prezzi avviata dagli editori» ha sottolineato il presidente del Gruppo Editoria Scolastica dell'AIE, Michele Lessona. «I libri continuano ad avere un incremento inferiore a quello del costo della vita. […] Certamente il fatto che la spesa sia quasi sempre concentrata in un'unica soluzione accentua, specie per le famiglie a basso reddito, una percezione che non corrisponde all'effettiva evoluzione dei prezzi».
Scarica gli allegati:
- Il confronto dei prezzi dei libri di testo 2004-2005
- I libri di testo: la percezione delle famiglie italiane