Aesse, il progetto
Indire dedicato all'edilizia scolastica, ha da pochi giorni inaugurato un nuovo spazio pensato per dare voce a pedagogisti, insegnanti, architetti, amministratori e a tutti coloro che a vario titolo hanno le competenze e gli strumenti per intervenire nell’articolata discussione sul tema dell’abitabilità scolastica. Una nuova sezione per riflettere insieme su quanto e come l’ambiente scuola sia da ripensare secondo criteri che vadano di pari passo con i rinnovamenti teorici dei metodi didattici. Una sezione che proporrà interessanti interviste a esperti del settore: contributi che – si auspica – diventeranno ancora più stimolanti se saranno arricchiti con i suggerimenti, le proposte e i commenti dei lettori che potranno inviare una mail ai referenti del progetto.
Come sappiamo,
il progetto Aesse è nato nel 2004 per contribuire a far circolare l’idea che la scuola non debba essere necessariamente “fatta a scuola” nel senso tradizionale del termine, riconoscibile a distanza per il suo grigiume, oppure progettata internamente con aule-uditorio, magari secondo standard energetici degli anni '70. E lo fa presentando immagini e descrizioni di scuole italiane ed europee all’avanguardia per quanto riguarda l’accoglienza, la sicurezza, l’ecosostenibilità.
E' facile intuire come un processo innovativo quale quello portato avanti dal nostro progetto abbia la necessità di fruire dei contributi dei vari protagonisti del mondo educativo, per affrontare da più punti di vista la complessa questione del rinnovamento dell’ambiente scolastico. Ecco perché è online il nuovo spazio "dibattiti" che ci propone in questi giorni due interessanti interviste: quella a Franco Cambi, docente di Storia della Pedagogia presso l’Università degli Studi di Firenze e Presidente di Irre Toscana che ci racconta in che termini, a suo avviso, l'ambiente possa essere riconosciuto come dimensione fondante dell’esperienza formativa. E quella a Giovanni Galanti, docente di disegno industriale all’Università di Firenze e di tecniche di ripristino ambientale all’Università di Ferrara, che da anni è impegnato sui temi dell’edilizia sostenibile e dell’edilizia scolastica.
Entrambi sottolineano l’importanza di un nuovo
modo di pensare lo spazio scuola. In particolare Galanti esprime un concetto molto interessante, quando afferma che l'edilizia pubblica, anche quella scolastica, dovrebbe essere un modello per l’architettura quotidiana, come è sempre stato nella storia. Ecco perché, secondo Galanti, l’edilizia scolastica dovrebbe oggi essere l'apripista ad esperienze di bioarchitettura: la scuola potrebbe davvero fungere da esempio per le nuove esigenze della società che sono oggi quelle del risparmio energetico, dell’utilizzazione di energie non convenzionali, della riduzione del prelievo di materie prime. La bioedilizia costa di più, non c'è dubbio: ma non bisogna mai dimenticare che un maggiore investimento in qualità è un risparmio nel futuro.