Le discipline scientifiche e tecnologiche sono ormai da qualche anno oggetto di una particolare attenzione a livello comunitario e nazionale. La scienza stimola la curiosità e lo spirito critico, offrendo agli studenti - e futuri cittadini d'Europa - gran parte degli strumenti utili per capire meglio il mondo che li circonda.
Migliorare l’efficacia dell’insegnamento delle scienze, creando le condizioni affinché i giovani europei acquisiscano competenze e conoscenze nelle materie scientifiche, rappresenta dunque oggi una sfida cruciale per l’Europa.
Si tratta in particolare di attirare un numero più ampio di giovani verso gli studi scientifici, cercando di colmare la carenza sempre più preoccupante di vocazioni in questo settore. Del resto, accrescere il reclutamento negli indirizzi scientifici e tecnici è uno degli obiettivi fissati dai ministri dell’istruzione nel 2001 nell’ambito della strategia di Lisbona.
L'ultimo studio di Eurydice relativo all'insegnamento delle scienze nelle scuole dell’istruzione obbligatoria si inserisce dunque pienamente nel dibattito sullo sviluppo di questa disciplina in Europa.
Si tratta di un’analisi comparativa svolta su 30 paesi europei che si focalizza su tre questioni chiave legate all’insegnamento delle scienze:
- la formazione degli insegnanti e dei formatori degli insegnanti
- il curriculum scolastico
- la valutazione standardizzata degli alunni.
Al termine di questa analisi, le informazioni sono arricchite e contestualizzate attraverso una sintesi dei principali risultati della ricerca in ambito europeo nella didattica delle scienze.
In sintesi, da questo studio emerge che:
- è necessaria una maggiore attenzione da parte dei responsabili politici a livello nazionale alla formazione dei formatori degli insegnanti di scienze.
- nei programmi di formazione iniziale degli insegnanti, molti paesi tengono conto di approcci differenziati per genere, al fine di favorire l’equilibrio nella frequenza degli indirizzi matematici, scientifici e tecnologici.
- i programmi scolastici della maggior parte dei paesi si riferiscono agli aspetti contestuali delle scienze, in relazione alla loro storia e ai problemi contemporanei della società.
- l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) è in quasi tutti i paesi raccomandato per la raccolta, la presentazione dei dati e la ricerca di informazioni, mentre è meno raccomandato per le simulazioni che, tuttavia, sono considerate particolarmente utili dalla ricerca sulla didattica per aiutare gli alunni a stabilire uno stretto legame tra teoria e pratica.
- la valutazione standardizzata degli alunni in scienze esiste, per il momento, solo in 14 sistemi educativi. In diversi paesi sono, tuttavia, in corso dibattiti o riforme sullo sviluppo di questo tipo di valutazione.
Per scaricare la pubblicazione "Science teaching in schools in Europe. Policies and research 2006" clicca qui