Compie 18 anni la Convenzione sui diritti dell’infanzia. Era infatti il 20 novembre 1989 quando la Convenzione veniva approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, esattamente 30 anni dopo l'approvazione della Dichiarazione sui diritti del Fanciullo. La Convenzione ha introdotto per la prima volta l'idea del bambino come soggetto di diritti, non più soltanto oggetto di tutela e protezione; ha presentato concetti nuovi come il rispetto dell'identità del bambino, della sua privacy, dignità e libera espressione. Ma soprattutto, la Convenzione ha stabilito diritti internazionalmente riconosciuti al bambino, vincolando gli Stati a rispettarli e a presentare regolarmente rapporti sull’attuazione.
Nonostante tutto questo, tuttavia, in molte regioni del mondo i diritti dell’infanzia non vengono ancora applicati: spesso i bambini non hanno accesso ai centri sanitari, sono denutriti ed esposti alla violenza, non frequentano la scuola. Ed è proprio il diritto all’istruzione primaria per tutti una delle sfide più attuali: nei paesi a basso reddito e con alti tassi di incremento demografico, le nuove generazioni rappresentano infatti la migliore speranza di spezzare la catena fatta di ignoranza, povertà e sfruttamento.
Ma vediamo alcuni dati. Nel mondo, circa 115 milioni di bambini in età da scuola elementare non vanno a scuola e più del 53% di loro sono bambine. Sia i maschi che le femmine devono spesso superare ostacoli nell'accesso all'istruzione: tuttavia, di norma, e a parità di altri fattori, gli ostacoli che incontra una bambina sono più frequenti e penalizzanti. Carenza di insegnanti donne, eccessiva distanza della scuola dalle abitazioni, ma anche mancanza di servizi igienici separati per maschi e femmine, sono alcuni dei fattori che, abbinati ai pregiudizi culturali e all’effettivo rischio di abusi sulle bambine, spingono le famiglie a non mandare a scuola le figlie. Eppure, secondo tutte le ricerche condotte, è proprio l’istruzione femminile il fattore fondamentale per migliorare la condizione dei bambini e per far progredire una società. Gli interventi dell'UNICEF a favore dell'istruzione delle bambine variano da paese a paese, in base alle condizioni di sviluppo e alle specificità culturali del luogo: si va da indagini statistiche per stimare il numero di bambine escluse dall'istruzione di base, al sostegno tecnico e organizzativo alle comunità locali per la lotta alla dispersione scolastica, dal sostegno ai programmi per eliminare le barriere culturali, sociali ed economiche che impediscono l'istruzione femminile a interventi concreti di installazione di serbatoi d’acqua e impianti igienici nelle scuole primarie.
Per raggiungere l'obiettivo dell’educazione primaria globale entro il 2015 (uno degli Obiettivi del Millennio), occorre incrementare le iscrizioni dell’1,3% l’anno per i prossimi 10 anni: uno strumento importante per favorire le iscrizioni è l’abolizione delle tasse scolastiche. I Paesi che hanno abolito le tasse di iscrizione, ad esempio il Kenya, hanno visto infatti un’enorme crescita di nuovi alunni.
Non dimentichiamo che avere accesso alla scuola primaria è molto più che imparare a “leggere, scrivere e far di conto”. In una scuola i più giovani apprendono, oltre alle nozioni che li salvano dall'analfabetismo, competenze e comportamenti che serviranno nel corso di tutta la loro esistenza.
Il programma di Educazione allo sviluppo e ai diritti, che da più di 30 anni l'UNICEF rivolge al mondo della scuola, trova nella Convenzione uno strumento concreto e ideale per lavorare insieme ai docenti e ai ragazzi sul tema dei diritti.
Una delle tante iniziative è rappresentata dall'azione "Scuole amiche dei bambini”, un progetto che l’UNICEF porta avanti in tutto il mondo: più di 90 Paesi hanno sviluppato o stanno sviluppando degli standard per realizzare ambienti scolastici “a misura di bambino”, sicuri (ad esempio antisismici), eco-compatibili e accessibili ai disabili, e che tengano conto dei possibili impedimenti all’istruzione delle bambine.
L'UNICEF Italia, per l'anno scolastico 2007-2008, ha proposto a tutte le scuole italiane e a oltre 5.000 insegnanti un percorso educativo, dal titolo “Verso una scuola amica delle bambine e dei bambini”, che offre ad alunni e insegnanti l'opportunità di svolgere in aula riflessioni e attività sul tema dei diritti dei bambini in Italia e nel mondo.
Scarica il testo delle Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia (78 KB).