Venerdì 25 marzo, dalle 15.00 alle 17.00, presso la sede ANSAS ex-Indire di Firenze (via Buonarroti, 10 - Salone Lombardo Radice), presenterà il suo ultimo lavoro, dal titolo “Vivere con la complessità”, Donald Norman, personaggio poliedrico, che Business Week ha inserito tra i 27 designer più influenti al mondo.
Donald Norman è in Italia ospite di Meet the Media Guru, il programma di incontri con i protagonisti internazionali della cultura digitale e dell'innovazione che individua, analizza e discute i nuovi trend destinati ad avere un forte impatto sulla vita e sul lavoro. Coerentemente con lo spirito di collaborazione che contraddistingue la rete, Meet the Media Guru opera come piattaforma connettiva per diffondere il “pensiero innovativo” in una pluralità di contesti e declinazioni.
A lungo Vice President of Advanced Technology alla Apple e poi alto dirigente della Hewlett Packard, Norman è anche un grande studioso e ricercatore: considerato un esponente di rilievo della moderna psicologia cognitivista, ha insegnato in numerose e prestigiosissime Università americane. In particolare ha fondato e diretto l’importante Dipartimento di Scienze cognitive dell’Università della California, a San Diego. Negli anni Ottanta ha condotto rilevanti studi sulla memoria, prima di dedicarsi al design e all’interazione dell’uomo con gli oggetti e con l’ambiente. È inoltre l’iniziatore dello human-centered design, una concezione della progettazione nata in polemica con l’eccessiva attenzione all’estetica, a favore invece di oggetti pensati per entrare in relazione con l’uomo.
Norman è cofondatore del Nielsen-Norman Group, società di consulenza che opera a livello globale, e si occupa di affiancare le aziende nella progettazione di prodotti e servizi human-centered.
In "Vivere con la complessità", come ha fatto spesso nel corso della sua lunga attività, Norman ribalta la visione corrente e accreditata che tende a vedere la complessità come “complicazione” e disordine, un portato della società post-capitalista che va rimosso e superato. La visione di Norman (che come studioso ben conosce l’elaborazione novecentesca su questo tema), è in qualche modo “kantiana”: la complessità è insita nel mondo, sociale e naturale, ne è una caratteristica fondante. È ineliminabile. Ciò che è fondamentale è come la nostra mente si relaziona a questa complessità: da questo dipende se il mondo ci appare (se dunque è per noi) comprensibile e ordinato, oppure confuso e disordinato.
Norman, da grande designer e psicologo, ragiona attorno al rapporto dell’uomo con gli oggetti, leggendolo come parte del rapporto generale dell’uomo con il mondo. È noto che Norman gira con una macchina fotografica sempre in mano, con la quale riprende ogni genere di oggetto e situazione - una scala, la consolle di un videogioco, persone disposte nello spazio - per poi analizzare le immagini come esempi dell’interrelazione tra uomo, ambiente e oggetti.
In questo libro, dunque, Norman ribalta la visione della complessità comunemente accettata, secondo la quale la complessità va eliminata. A partire da esempi concreti e molto semplici mostra come sia il modello concettuale presente nella nostra mente a plasmare la realtà come ci appare e dunque a rendere un oggetto semplice oppure complicato (da comprendere e dunque da utilizzare). Non va eliminata la complessità, ma trovato il modo giusto per rapportarvisi.
Norman sostiene che gli esseri umani non cercano la semplicità in sé – la quale è spesso sinonimo di povertà - ma cercano una complessità ben organizzata, e perciò semplice. La complessità non va evitata, ma al contrario va ricercata e gestita.
Gli esempi di Norman non sono astratti e complicati, al contrario sono molto concreti e spesso divertenti; ci racconta di tastiere per gestire pianoforti elettronici, di telefonini, telecomandi per la TV, scale antincendio: oggetti con i quali ci rapportiamo quotidianamente, che sotto lo sguardo di Norman cessano di essere banali “cose” per diventare le chiavi del rapporto dell’uomo con la realtà esterna.
I più importanti libri di Norman tradotti in italiano sono: "La caffettiera del masochista. Psicologia degli oggetti quotidiani" (Giunti); "Emotional design. Perché amiamo (o odiamo) gli oggetti di tutti i giorni" (Apogeo); "Il design del futuro" (Apogeo).
L'incontro è aperto al pubblico.
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