A seguito della recente pubblicazione dell'Atto di Indirizzo 2013 che individua le dieci priorità politiche del Miur per quest'anno, il Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo è intervenuto brevemente stamani nella trasmissione radiofonica di Radio Rai 1 "Prima di tutto".
Il primo argomento affrontato, uno dei più discussi in Rete, è stato quello relativo all'ipotesi di riduzione di un anno del percorso scolastico (priorità n. 5, punto c). Un anno in meno, ovvero diploma a 18 e non a 19 anni, in linea con il resto d'Europa. In merito a questo tema, Profumo ha assicurato che non vi sono né decisioni né soluzioni già stabilite e che in questi mesi è stata unicamente effettuata un'analisi sul modello complessivo delle scuole di livello pre-universitario e sulle migliori pratiche già diffuse nei Paesi dell'UE. «Abbiamo ragionato su un nuovo modello di scuola, più vicino alla domanda dei giovani e a quello che sarà il mercato del lavoro nei prossimi anni. Il nostro obiettivo è stato quello di lasciare una base su cui si possa lavorare in futuro», ha affemato il Ministro. Riguardo alle critiche nate dal timore che, riducendo di un anno il percorso scolastico, ci sarebbe di conseguenza una riduzione delle cattedre e delle ore di lezione, Profumo ha ribattuto che, se si decidesse di andare in quella direzione, occorrerebbe "ripensare" la scuola, magari ipotizzando un tempo prolungato.
Un altro dei punti importanti dell'Atto di indirizzo 2013 è il potenziamento della formazione degli insegnanti e del personale tecnico-amministrativo (priorità n. 5, punto b). «Questa è una richiesta fortissima che arriva dal Consiglio dell'Istruzione europea, perché oggi c'è una domanda di formazione ed educazione molto diversa rispetto al passato: i nostri ragazzi hanno bisogno di avere un'educazione che sia più "moderna" e più rispondente alla loro domanda quotidiana» ha detto Profumo. «Credo che nel futuro sarà necessario fare un grande investimento sulla scuola, e certamente un elemento centrale consisterà nell'offrire una formazione permanente ai docenti sia nella loro pre-messa in ruolo sia nel momento in cui faranno parte di quella grande comunità che è il mondo della scuola», ha continuato.
Tra i vari punti, l'Atto di Indirizzo tocca anche il tema dell'alternanza studio/lavoro (priorità 7, punto b), con la proposta di misure di rafforzamento dell'istruzione tecnico-professionale e l'aumento dei percorsi in alternanza. «Questo emerge dall'analisi della nostra economia, che ha sempre più bisogno di tecnici e di persone che siano strettamente collegate alla natura manifatturiera della nostra economia, per molti versi assai simile a quella tedesca», ha dichiarato il Ministro. «In Germania il rapporto fra gli studenti che scelgono un percorso liceale e quelli che scelgono un percorso tecnico-professionale è di 30 a 70. In Italia siamo circa 50 a 50, e questo ci dice che dobbiamo investire di più nella formazione tecnico-professionale».
Profumo, alla fine del suo intervento in diretta, ha poi espresso un auspicio per il prossimo futuro: «Vorrei che ci fosse un'attenzione reale al mondo dell'istruzione, della ricerca e dell'università, con un programma puriennale che consenta di migliorare nel tempo i servizi per gli studenti e allineare il nostro Paese ai migliori standard internazionali», ha concluso salutando gli ascoltatori.
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