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15 giugno 2013

''In territorio nemico'', il romanzo con più autori al mondo

Il volume, edito da Minimum fax e frutto di un percorso di scrittura collaborativa a 230 mani, verrà presentato mercoledì 19 giugno all'Indire

di Costanza Braccesi

Mercoledì 19 giugno alle ore 15.30 Vanni Santoni e Gregorio Magini presentano presso il nostro Istituto (Firenze, via M. Buonarroti 10, Salone Lombardo Radice) il libro In territorio nemico, edito da Minimum fax.

Il volume, recentemente presentato al Salone del Libro di Torino, è un romanzo sulla Resistenza scritto a più mani su piattaforma online, secondo l'idea della Scrittura Industriale Collettiva (SIC). Alla stesura del romanzo hanno collaborato infatti ben 115 scrittori (46 donne, 69 uomini) che hanno lavorato in base a un metodo di lavoro ispirato ai princìpi della produzione industriale di massa, con regole e procedure fruibili a prescindere dal livello di preparazione e dal rapporto con gli altri membri del gruppo. Tutti i contributi sono divenuti importanti, le varie intelligenze si sono sommate e gli autori, insieme al direttore artistico, hanno preso parte in maniera collaborativa e condivisa alla costruzione di un testo unitario che, una volta concluso, si è rivelato più profondo dei singoli contributi.

«Un romanzo storico sulla Resistenza poteva apparire come un'impresa impossibile, per tre motivi: la storia da sapere è sterminata; ogni passo nasconde una mina ideologica; la Resistenza e la guerra hanno già ispirato alcuni dei migliori romanzi del Novecento italiano» hanno affermato Santoni e Magini, ideatori del metodo SIC, in una precedente occasione. «Il lavoro collettivo ci ha consentito di superare queste muraglie, tutte e tre: il sapere condiviso trascende infatti le conoscenze dei singoli; le differenze politiche, fermo restando l’antifascismo, possono essere rappresentate e messe in relazione fra di loro invece di darsi reciproco scacco nella coscienza individuale; la scrittura collettiva dà la sensazione di agire su un piano letterario diverso dall'esempio dei classici, smorzando la soggezione». 

Il presupposto di quest'operazione è che la cultura partecipativa ha rivoluzionato già molte discipline, «ma la letteratura finora non ha colto i frutti del cambiamento» affermano Santoni e Magini «perché è ancora legata alla figura dello "scrittore solitario" che opera da tramite tra l'inconscio collettivo e i lettori, col rischio però che si crei una dipendenza dal mercato, dai media e dai gusti del pubblico».

Cominciare a scrivere insieme agli altri è una possibilità per traghettare la produzione di testi narrativi nell'era delle organizzazioni a rete e dei sistemi complessi, ed è forse una vera e propria "rivoluzione industriale" resa oggi possibile dalla Rete. 


Per approfondire:

 

 

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