Nelle zone isolate montane e marittime e in generale nelle situazioni di isolamento geografico, la scuola costituisce un punto di riferimento non solo per gli studenti, ma anche per il territorio circostante. Spesso però, in realtà così piccole, le scuole non sono in grado di superare gli ostacoli di ordine organizzativo e didattico che si presentano quasi quotidianamente. Il continuo dimensionamento delle strutture, le difficoltà di assegnazione dell’organico, un elevato turn-over degli insegnanti che si scontrano ogni giorno con difficoltà logistiche e di trasporto, la pesante assenza di adeguate attrezzature informatiche e infrastrutture di rete costituiscono un impedimento oggettivo al mantenimento delle sedi scolastiche delle zone a bassa densità demografica.
Il tema delle scuole isolate è rilevante a livello nazionale, dal momento che riguarda quasi 900mila studenti di circa 1400 istituti scolastici. Per questo tipo di istituti, il rischio di chiusura è altissimo. I dati ci dicono che dal 2011 a oggi, in soli tre anni, il 15% delle piccole scuole di montagna del nostro Paese è stato chiuso: in Molise si è perso il 37% degli istituti, nel Lazio il 25%, in Calabria e in Campania il 24%.
In Toscana, le scuole attive nei comuni montani e nelle isole sono oggi 75, ma erano 81 nel 2011. A fronte di una diminuzione complessiva di circa 1000 studenti nei comuni montani toscani - e di un conseguente ridimensionamento di classi, pluriclassi e cattedre – l’Indire, la Regione Toscana, l’Ufficio Regionale Scolastico e l’Uncem (Unione Nazionale dei Comuni Comunità Enti Montani) hanno appena siglato un Protocollo di intesa per creare una rete di 11 centri scolastici regionali toscani in comunità montane, una vera e propria “comunità educante” aperta a insegnanti, genitori, alunni ed enti locali.
L’indire, negli anni, ha accompagnato vari progetti di sperimentazione che hanno aperto scenari interessanti riguardo alla possibilità di garantire l’accesso a un'istruzione di qualità a prescindere dalla collocazione geografica della scuola.
Tra i progetti avviati dall’Istituto, segnaliamo Marinando, un percorso cominciato nel 2007 nella scuola di Marettimo, la più piccola isola delle Egadi. Attraverso un sistema di videoconferenza e strumenti di comunicazione sincroni e asincroni, la scuola siciliana è stata messa in rete con due istituti toscani: si è così formato nel tempo un nuovo contesto di classe "allargato", che si è rivelato fondamentale per contrastare l’abbandono dell’isola da parte dei ragazzi (qui un video che racconta il progetto). E, ancora, Scuola@Appennino, un percorso che dal 2011 al 2013 ha coinvolto 28 scuole di montagna dell’Emilia-Romagna: tramite l’impiego di metodologie didattiche innovative, il progetto ha puntato a rafforzare l’offerta educativa delle classi del territorio montano, allo scopo di trasformare ogni istituto in un vero e proprio "presidio culturale" al servizio del territorio, per arginare l'abbandono delle zone appenniniche e colmare il divario digitale.
Nell’ambito della sua lunga attività di ricerca sulla didattica a distanza, l'Indire ha elaborato due nuovi modelli didattici specifici per gli istituti isolati: uno sulla "didattica condivisa" e uno sull'"ambiente di apprendimento allargato". La didattica condivisa prevede l’uso quotidiano della videoconferenza tra due o più classi appartenenti a istituzioni scolastiche diverse, allo scopo di favorire lo scambio di esperienze e garantire l’insegnamento di tutte le discipline. Elemento portante di questa modalità didattica sono le tecnologie, che ridefiniscono i processi di insegnamento e apprendimento e ridisegnano completamente le attività della classe. Con l’ambiente di apprendimento allargato, una o più classi lavorano a un progetto disciplinare comune e organizzano incontri periodici tra docenti, studenti ed esperti con l’utilizzo di videoconferenze e altri setting tecnologici. In questo caso la didattica a distanza non sostituisce la prassi consueta: diventa piuttosto una metodologia complementare all’insegnamento tradizionale, in grado di ottimizzare le risorse e i servizi delle scuole e consentire maggiori opportunità di interazione tra docenti, studenti e famiglie.
L'Indire continua incessantemente a offrire il suo contributo alle scuole isolate. È solo di pochi giorni fa la formalizzazione della rete nazionale "Piccole scuole crescono", un network costituito dagli istituti dei territori di montagna e delle isole minori. La rete è aperta a tutte le scuole interessate a introdurre formule didattiche innovative che siano in grado di favorire la funzionalità e la continuità didattica. Per questa tipologia di istituti, un uso consapevole e intelligente delle tecnologie può essere utile non solo a rompere l'isolamento, ma anche ad arricchire l'ambiente di apprendimento e offrire occasioni di socializzazione e didattica condivisa, per realizzare davvero una "buona scuola" per tutti.
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