Il Global Teacher Prize è una sorta di "premio Nobel" dell'insegnamento che viene assegnato a quel docente che, nel mondo, si ritiene abbia dato alla professione un contributo fuori dall'ordinario. La prima fase del concorso si è appena conclusa: su 5.000 segnalazioni e 1.300 candidature idonee, è stata selezionata la rosa dei 50 finalisti e, notizia per noi motivo di particolare orgoglio, fra loro ci sono ben due italiani: Daniela Boscolo e Daniele Manni.
Daniela Boscolo è insegnante di sostegno all'Istituto "C. Colombo" di Porto Viro in provincia di Rovigo e, nel corso degli anni, ha ideato modi innovativi per inserire nella "normale" vita sociale alunni con esigenze educative speciali. Sul sito "scuola inclusiva" dell'Istituto Colombo è possibile vedere alcuni degli interessanti progetti di didattica inclusiva realizzati dalla professoressa, progetti che nel 2010 le sono valsi il riconoscimento nazionale di "Migliore insegnante dell'anno".
Daniele Manni, salentino, è docente di informatica all'Istituto "Galilei-Costa" di Lecce. Da oltre dieci anni, insieme a un gruppo di studenti, ha creato la cooperativa Arianoa. La società, che ha l'obiettivo di incentivare le start up degli studenti, ha già realizzato numerosi progetti in tema di comunicazione, nuove tecnologie, promozione del territorio ed ecosostenibilità.
Il Global Teacher Prize è frutto dell'impegno della Varkey GEMS Foundation, organizzazione internazionale impegnata nel settore education che punta a migliorare la condizione degli insegnanti. I candidati del Global Teacher Prize sono giudicati in base a quattro criteri principali: capacità di innovazione, capacità di aprire la mente dei propri alunni, contributo offerto alla comunità e incoraggiamento dato per abbracciare l'insegnamento. Obiettivo del premio, accendere i riflettori sugli insegnanti per riconoscerne e celebrarne l'importante ruolo nella società.
Il super-docente vincitore riceverà un milione di dollari nel corso di una cerimonia a Dubai il prossimo 16 marzo: qul giorno il vincitore sarà solo uno, ma portare alla luce migliaia di storie di "eroi" che hanno cambiato la vita di bambini e ragazzi, contribuirà senza dubbio a divulgare lo straordinario lavoro che milioni di insegnanti fanno quotidianamente in tutto il mondo.
A Daniela e a Daniele il nostro più grande "in bocca al lupo"!
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