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13 maggio 2010

Al via MUSICA 2020, il progetto per 'fare musica tutti'

La scuola ha oggi il compito di insegnare a leggere, a scrivere e... "a far di canto". Il nuovo progetto Ansas-Miur va in questa direzione

di Costanza Braccesi

"In ogni essere umano è presente un naturale bisogno di musica, una musicalità interiore. Tutti, quando nascono, hanno capacità artistiche, soprattutto quella musicale. Già nel ventre materno gli esseri umani riconoscono la musica. E, a pochi mesi di età, sono in grado di distinguere ritmi e successioni di suoni. Tutti hanno il diritto di sviluppare questa propria creatività e di crescere insieme a essa. La scuola deve sostenerla ed educarla, deve rispondere a questo diritto e a questo bisogno che è coerente con i suoi traguardi formativi".

Questo recitano le prime battute del documento "Fare musica tutti", le Linee di indirizzo stilate nel marzo 2009 per un piano pluriennale di interventi relativi alla diffusione della pratica musicale nelle scuole di ogni ordine e grado (clicca qui per leggere il testo completo).

Ascoltare e fare musica sono attività che occupano un grande spazio nella vita quotidiana dei più giovani. I ragazzi ascoltano musica a casa, in cuffia, per strada, mentre fanno i compiti, prima di dormire e quando sono in palestra. Acquistano, scaricano e si passano cd, mp3, testi di canzoni e video musicali. Molti di loro suonano in gruppi o orchestre, producono musica o la interpretano, sanno suonare la chitarra o il violino e vivono di questa passione. Ma questo interesse così diffuso, e in molti casi profondissimo, non trova quasi mai riscontro nella pratica didattica di classe. Il tempo scolastico dedicato alla musica, com'è noto, è carente e marginale in tutti i gradi e gli ordini di istruzione.

Certo, fare musica a scuola richiederebbe l'introduzione di molte novità e la disponibilità di risorse strumentali, finanziare e ambientali. Esigerebbe nuovi piani orari, continuità di esercizio e di impegno e l'istituzionalizzazione di nuove figure professionali preparate per guidare gli alunni nell'esplorazione del mondo dei suoni. Pensare alla diffusione capillare della pratica musicale renderebbe essenziale, inoltre, che nella progettazione (o ristrutturazione) degli edifici scolastici venissero ipotizzati spazi acusticamente adeguati alla produzione/fruizione musicale.

Tutto questo non si realizza dall’oggi al domani, è chiaro. Tuttavia, si dovrebbe iniziare subito a rendere questo orizzonte più vicino, imboccando una strada nuova, concreta e operativa. Per la realizzazione di questa prospettiva è stato costituito dal MIUR il Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica che fra i vari compiti ha proprio quelli di proporre politiche mirate a una più significativa presenza di attività di fruizione e di produzione musicale nella scuola e di promuovere indagini e analisi sui diversi aspetti della cultura musicale e della sua presenza nelle istituzioni e nella società italiana. Il Comitato opera anche per introdurre un’assoluta novità nella scuola italiana: un Piano Musica vòlto a introdurre in concreto la pratica musicale come dato curricolare per tutti gli studenti, e quindi come attività formativa che assicuri che la musica divenga parte integrante della cultura di base di ciascuno. Gli obiettivi proposti dal Comitato sono formulati in progress, in sequenze calibrate, e saranno accompagnati dal costante monitoraggio, dalle successive verifiche e valutazioni, da previsioni e dotazioni finanziarie pubbliche e private necessarie e realisticamente determinate.

Questi sono i presupposti teorici su cui nasce "Musica 2020", il progetto nazionale promosso dall'Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell'Autonomia Scolastica, dal Nucleo Regionale Emilia Romagna e dal MIUR, ispirato alle più significative esperienze di pratica musicale già realizzate a livello curricolare ed extra-curricolare nelle diverse regioni d'Italia.

Il progetto, il cui avvio ufficiale sarà dato sabato 15 maggio a Bologna, si pone varie finalità. In una prima fase l'intenzione è intanto quella di rendere disponibili e fruibili le migliori esperienze di pratica musicale per permettere la documentazione, la valorizzazione e la disseminazione di quanto è già stato realizzato nelle classi. L'obiettivo è che le esperienze in atto si estendano per numero fino a comprendere tutte le scuole e tutti gli alunni, e acquisiscano - insieme a più forti basi scientifiche e pedagogiche - un definitivo consolidamento curriculare. Il passo successivo di "Musica 2020" sarà poi quello di promuovere concretamente la diffusione della pratica musicale nelle scuole di ogni ordine e grado, con particolare riferimento alla pratica vocale e strumentale per il primo ciclo d’istruzione e alle nuove tecnologie e alla musica per la scuola secondaria di I e II grado.

Al convegno del 15 maggio, rivolto esclusivamente agli addetti ai lavori, racconteranno "Musica 2020" e approfondiranno i temi sin qui accennati Marcello Limina (direttore dell'USR Emilia Romagna), Massimo Radiciotti (direttore della nostra Agenzia), Luigi Berlinguer (presidente del Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica), Benedetta Toni (ricercatrice Ansas e responsabile scientifica del progetto) e numerose altre personalità del mondo della music education


Vai al sito ufficiale del progetto "Musica 2020":
http://www.indire.it/musica2020

Scarica il depliant del seminario nazionale di Bologna:
15 maggio_programma MUSICA completo.pdf


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Info sul progetto "Musica 2020":
Benedetta Toni
btoni@irreer.it

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