Il 20 e 21 giugno scorsi si è tenuta nella straordinaria cornice del Castello Angioino-Aragonese di Gaeta la prima Conferenza nazionale sull’Embodied Education, un evento promosso dall’Università di Cassino e del Lazio Meridionale e patrocinato anche da INDIRE, che ha affiancato con convinzione l’iniziativa in virtù della sua rilevanza scientifica, culturale e pedagogica.
L’evento ha riunito per due giornate docenti, ricercatori, neuroscienziati, pedagogisti e professionisti della formazione provenienti da tutta Italia, per riflettere sulle potenzialità trasformative di un approccio educativo che riconosce nella corporeità, nella relazione, nella dimensione sensoriale ed emotiva i pilastri fondanti dei processi di apprendimento e insegnamento.
L’evento ha rappresentato un’importante tappa nel percorso di rinnovamento pedagogico nazionale, contribuendo a definire un nuovo paradigma educativo che, superando la tradizionale separazione mente-corpo, valorizza l’Embodied Education come chiave per un apprendimento più autentico, inclusivo, personalizzato e contestualizzato.
In apertura dei lavori l’intervento di Elsa Maria Bruni, professoressa ordinaria di pedagogia generale e sociale all’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, presidente del corso di laurea magistrale in scienze pedagogiche nello stesso ateneo e da poco nominata consigliera di amministrazione INDIRE, che ha portato il saluto dell’Istituto sottolineando l’impegno nello sviluppo di modelli formativi capaci di affrontare le sfide della contemporaneità con approcci integrati, sensibili alla persona, al corpo, all’ambiente e alla sostenibilità.
INDIRE ha ricoperto un ruolo centrale anche grazie al contributo del ricercatore Fabrizio Schiavo, membro del comitato organizzativo e section editor della rivista Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching, che ha curato il numero speciale della rivista intitolato “Embodiment e comunità educante. Letteratura, Sviluppo e Prospettive” che raccoglie i contributi provenienti del mondo dell’Università e della Ricerca. Il ricercatore INDIRE ha inoltre coordinato il workshop “Embodied Education e Formazione Professionale”, uno dei sei laboratori tematici in cui sono state esplorate buone pratiche e prospettive emergenti sull’uso del corpo, delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale nella formazione degli insegnanti. I laboratori, pensati come un ponte dialogico diretto e concreto tra mondo scolastico e mondo accademico, hanno offerto uno spazio di confronto condiviso volto a rafforzare i processi riflessivi, inclusivi e trasformativi dell’istruzione anche in ottica di lifelong learning.
Tra i momenti di maggior rilievo della conferenza, la lectio magistralis di Giacomo Rizzolatti, neuroscienziato di fama internazionale e professore emerito di fisiologia all’Università di Parma, noto per la scoperta dei neuroni specchio, che ha illustrato il legame tra corporeità, empatia e apprendimento. Infine, l’intervento conclusivo, in collegamento da remoto, di Joseph Le Doux, professore di neuroscienze e psicologia all’Università di New York, che ha offerto una riflessione sulla sua nuova teoria dell’io, articolata attorno al concetto dei “quattro mondi dell’uomo”.
Ampio spazio è stato dedicato al confronto epistemologico attraverso tavole rotonde che hanno coinvolto rappresentanti di università, centri di ricerca e istituzioni scolastiche, confermando il valore sistemico dell’Embodied Education come paradigma capace di connettere ricerca scientifica, pratica educativa e politiche formative.
Durante la conferenza sono state proposte esperienze immersive, performance artistiche e visite culturali, restituendo così la dimensione viva dell’educazione incarnata, intesa come processo multidimensionale che abbraccia corpo, mente e contesto.
Attraverso il patrocinio e il contributo scientifico offerto, INDIRE afferma il proprio ruolo strategico nella promozione di una cultura educativa centrata sulla persona, sull’innovazione metodologica e sulla costruzione di ambienti di apprendimento inclusivi e sensibili. In continuità con i propri progetti nazionali ed europei, l’Istituto sostiene le iniziative di ricerca e formazione che mettono al centro l’integrazione tra corporeità, intelligenza artificiale e sostenibilità.
[Articolo a cura di Fabrizio Schiavo, ricercatore INDIRE]
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