Ricerca per l'innovazione della scuola italiana

indireinforma

27 Giugno 2025

Conferito il Premio SIPED 2025 alla ricerca INDIRE “Classi in rete”

Il riconoscimento è stato conferito alla Responsabile di ricerca Giuseppina Rita Jose Mangione

di Redazione

Nel corso del Convegno nazionale della Società Italiana di Pedagogia (SIPED) “La qualità della formazione come responsabilità sociale”, tenutosi a Parma il 21 giugno, è stato conferito a Giuseppina Rita Jose Mangione, responsabile del settore ricerca del Nucleo Territoriale Sud di INDIRE e coordinatrice della Rete Nazionale delle Piccole Scuole, il Premio nazionale di Pedagogia SIPED 2025 per il volume “Classi in Rete. Analizzare le opportunità del cambiamento nelle piccole scuole” (Pensa Multimedia, Collana Scientifica Internazionale – Universo Scuola).

Il premio, proclamato da Claudio Melacarne, membro del Direttivo SIPED, è stato consegnato dalla Presidente Gabriella Agrusti e dal Rettore dell’Università Roma Tre, Massimiliano Fiorucci, membro del Senato SIPED. La cerimonia ha rappresentato un momento significativo per tutta la comunità pedagogica italiana, riunita a Parma per riflettere sulle responsabilità educative di fronte alle diseguaglianze sociali, alla fragilità educativa e alle transizioni in atto nei sistemi formativi.

Il volume premiato nasce da un lungo lavoro di ricerca e sperimentazione, condotto dalla ricercatrice INDIRE in sinergia con le scuole capofila dei territori coinvolti e con un gruppo di ricerca articolato: nella prima fase, in Abruzzo, il team ha visto il contributo di Michelle Pieri, Stefano Cacciamani, Andrea Paoli, Marco Ceres e Anna Tancredi. Nella fase successiva, la ricerca si è ampliata grazie alla collaborazione di numerosi ricercatori e collaboratrici INDIRE, tra cui Francesca De Santis, Stefania Chipa e Serena Greco, garantendo un approfondimento specifico sulle pluriclassi, sull’uso delle tecnologie e sul ruolo della leadership scolastica nella costruzione di reti educative territoriali.

Classi in Rete si configura oggi come un modello di scuola estesa digitale, ispirato all’esperienza canadese École éloignée en Réseau e sviluppato da INDIRE per rispondere alle esigenze delle piccole scuole delle aree interne e dei territori marginali. Non si tratta semplicemente di un’esperienza di didattica a distanza, ma di un ecosistema educativo che riorganizza in modo sistemico il fare scuola.

La forza del modello risiede nella sua capacità di intervenire su molteplici dimensioni: la progettazione curricolare si struttura attorno a sfondi integratori comuni, attivando percorsi transdisciplinari per competenze; l’organizzazione delle classi e del lavoro docente si ripensa in ottica di co-teaching e progettazione condivisa; il calendario didattico viene armonizzato tra scuole gemellate, mentre la gestione degli spazi si espande, integrando ambienti fisici e digitali in un unico ecosistema di apprendimento.

Le attività sviluppate dalle scuole si articolano attorno a dieci ambiti tematici che rappresentano sfide pedagogiche comuni: cittadinanza globale, giustizia climatica, educazione al genere, benessere e salute, educazione interculturale, patrimonio culturale, educazione alla cura, educazione alla pace, affettività e bellezza. Attraverso un approccio di Design Based Research e una documentazione sistematica delle pratiche, il volume analizza l’efficacia del modello nel trasformare le pratiche didattiche, nel costruire comunità professionali collaborative e nel generare nuove forme di scuola nei territori più fragili del Paese.

Ad oggi, il modello Classi in Rete ha coinvolto, nelle regioni Abruzzo e Liguria, 30 Istituti Comprensivi, oltre 80 classi, 100 docenti e circa 1000 studenti. L’esperienza consente alle classi reali di costruire progettualità curricolari comuni, mantenendo la loro identità territoriale ma connettendosi in un’unica comunità educativa digitale.

Nel quadro delle trasformazioni pedagogiche che attraversano le scuole italiane, INDIRE ha dato vita, attraverso la Rete Nazionale delle Piccole Scuole, a pratiche emergenti che reinterpretano in chiave contemporanea il concetto di scuola di prossimità. Tra le configurazioni più significative vi sono la Classe Articolata, che consente di mantenere attivi indirizzi formativi spesso a rischio; la Classe Virtuale Temporanea, a supporto di studenti fragili o assenti prolungatamente; e la Classe Virtuale Permanente, di cui Classi in Rete è una declinazione, per connettere classi tra territori distanti.

La ricercatrice Mangione coordina dal 2017 la Rete Nazionale delle Piccole Scuole, che oggi accoglie oltre 4mila scuole, 40mila docenti, 300mila studenti e circa 1.000 pluriclassi. La rete promuove formazione, documentazione, internazionalizzazione e valorizzazione delle buone pratiche, ed è riconosciuta a livello europeo.

Questo premio è un importante riconoscimento anche per la collaborazione internazionale sviluppata con il Canada: grazie alla mediazione della Delegazione del Québec in Italia, il Ministero delle Relazioni Internazionali e della Francofonia del Québec ha sostenuto il progetto attraverso la realizzazione di atelier pedagogici congiunti e momenti formativi. Un ringraziamento speciale va alle colleghe del Québec e al gruppo École éloignée en Réseau,  che da anni affiancano e promuovono il modello a livello internazionale.

“Questo premio – dichiara Mangione – rappresenta per me un importante riconoscimento collettivo, da condividere pienamente con il gruppo di ricerca, con le scuole protagoniste della sperimentazione, con la Rete delle Piccole Scuole, e ovviamente con il mio Istituto che ha creduto nel valore trasformativo di Classi in Rete, sostenendone nel tempo lo sviluppo teorico, metodologico e la sua contestualizzazione nei territori. Ringrazio le governance territoriali e gli Uffici Scolastici Regionali che, con lungimiranza e impegno, hanno reso possibile la costruzione di reti locali coese, capaci di sostenere il cambiamento educativo. Esprimo gratitudine alla SIPED per aver riconosciuto la rilevanza scientifica e pedagogica di questo lavoro. Un ringraziamento sentito va anche alle colleghe e agli amici che hanno condiviso con me, a Parma, la gioia di questo traguardo, rendendolo ancora più denso di significato umano e professionale. Questo premio non è un punto di arrivo, ma una spinta ulteriore a consolidare Classi in Rete come nuova forma di scuola, capace di rispondere ai bisogni delle piccole comunità educanti e di proporre un modello scalabile, replicabile e generativo.”