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20 Giugno 2025

A scuola tra alleanze, spazi culturali e bene comune. INDIRE al convegno SIPED 2025

di Redazione

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Dal 19 al 21 giugno, Parma ospita il Convegno nazionale SIPED (Società Italiana di Pedagogia), dedicato al tema “La qualità della formazione come responsabilità sociale”.

Un appuntamento che riunisce la comunità pedagogica nazionale attorno a un confronto vivo tra ricerca, politiche e pratiche educative, in un momento storico in cui la scuola è chiamata a ripensarsi alla luce delle diseguaglianze sociali, della fragilità educativa e delle rapide transizioni in atto.

In questo quadro, il gruppo di ricerca INDIRE su “Modelli organizzativi, metodologie e curricolo” ha presentato due contributi di ricerca che mettono al centro la scuola come spazio pubblico, luogo generativo e laboratorio di responsabilità condivisa.

Il primo contributo, presentato dalla ricercatrice Stefania Chipa, propone una riflessione sulla funzione formativa dei terzi spazi culturali, attraverso l’analisi di un’esperienza pilota condotta con 10 istituti scolastici della provincia di Parma in collaborazione con la Provincia. La Reggia di Colorno è stata trasformata in ambiente di apprendimento attivo, accogliendo percorsi didattici progettati per rinnovare la relazione tra patrimonio e curricolo. La ricerca ha assunto lo spazio culturale come luogo epistemico e relazionale, capace di generare “situazioni terze” tra scuola e cultura. Le unità di apprendimento, i dispositivi valutativi e i materiali qualitativi raccolti hanno evidenziato come il patrimonio agisca da attivatore didattico, sollecitando posture inclusive e interdisciplinari. Il concetto di “terzo spazio” ha consentito di esplorare l’ibridazione tra esperienza e sapere, ridefinendo la spazialità educativa come dimensione progettuale e politica dell’insegnamento.

Il secondo intervento, presentato dalla ricercatrice Giuseppina Rita Jose Mangione,  si è concentrato sull’analisi qualitativa di 100 Patti Educativi Territoriali, stipulati tra il il 2024 e il 2025, selezionati per attualità educativa e interpretati come scritture epistemiche, ovvero testi attraverso cui le comunità educanti articolano visioni di scuola, alleanze istituzionali e orientamenti valoriali. L’analisi, condotta con approccio interpretativo, fa emergere scritture di finalità, in cui si definiscono gli obiettivi educativi condivisi, scritture di alleanza, che esplicitano i soggetti coinvolti e le forme di multi-agency e scritture di valore, che tematizzano i principi ispiratori, quali inclusione, benessere, sostenibilità. Queste scritture delineano una scuola che si riconosce nella relazione con il territorio e nella co-progettazione, e che attribuisce valore formativo alla dimensione collaborativa dell’agire educativo. In questo quadro, è stata proposta la categoria di felicità pubblica come principio regolativo: non come obiettivo individuale, ma come esito collettivo di processi educativi giusti, cooperativi e orientati al bene comune.

Entrambe le ricerche si inscrivono in un’idea di pedagogia attiva, situata, trasformativa. Una pedagogia che legge lo spazio e le alleanze come pratiche di costruzione condivisa del sapere educativo e  che restituisce all’educazione il suo ruolo di architettura pubblica del futuro.

 

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