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indireinforma

29 Novembre 2023

Una vision per il futuro dei processi di apprendimento, istruzione, educazione

Mettere al centro le persone e la sostenibilità ambientale, nel segno di una rinnovata educazione alla cittadinanza globale. L'articolo di Paolo Del Chiappa (INDIRE)

di Redazione

Proponiamo di seguito un articolo di Paolo Del Chiappa (INDIRE), autore del saggio “Inclusione e cittadinanza globale. Un approccio pedagogico normativo”. Nel contributo che pubblichiamo, Del Chiappa offre una vision per il rinnovamento dei processi di apprendimento, istruzione, educazione. Per un futuro migliore, spiega l’autore, è essenziale mettere al centro le persone e la sostenibilità ambientale, sviluppando la cooperazione internazionale nel segno di una rinnovata educazione alla cittadinanza globale e sottolineando l’importanza che tutti gli ambienti educativi trasmettano una solida cultura democratica che tenda alla pace, alla giustizia e all’uguaglianza. Secondo l’autore, è indispensabile educare all’accoglienza, favorire conoscenza e formazione, sviluppare coscienza critica e personalità e sostenere un’educazione rigenerativa, trasformativa e verde, integrando nell’educazione alla cittadinanza globale i temi dell’economia circolare, dato che l’educazione avrà sempre più il compito di enfatizzare l’importanza di ridurre, riutilizzare e riciclare per minimizzare lo spreco di risorse. Occorrono rinnovati spazi tecnologici e laboratori didattici in cui i discenti possano riflettere criticamente sulla loro relazione con un mondo più ampio rispetto al proprio contesto specifico, impegnandosi attivamente sulle loro idee, ad esempio in merito all’inclusione, all’equità, all’azione sociale, ai movimenti che portano i cittadini, per scelta o per obbligo, in spazi e luoghi che più rispondono alle proprie aspettative. Tra loro ci sono gli studenti Erasmus che, nel 2022, sono incrementati del 32%, un dato che testimonia l’espansione dell’intero programma di mobilità internazionale Erasmusplus. Occorre insomma, spiega l’autore, un “rebooting” dell’educazione, ma non solo: serve un vero e proprio “riavvio del futuro”.

 

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