Gisella Galassi Ricci e Maria Francesca Rossi Gardelli- Le pratiche didattiche cooperative

Gisella Galassi Ricci era ‘specializzata’ in educazione linguistica. Frequentava il gruppo nazionale lingua del Movimento di Cooperazione Educativa e il linguaggio era la sua passione, vissuta come una sfida al superamento delle povertà linguistiche e culturali. Nata a Forlì nel 1922, si trasferisce a Forlimpopoli dopo il matrimonio, portando con sé le radici etrusche della nonna di Volterra. Appassionata lettrice, contribuisce significativamente alla biblioteca locale e intraprende un percorso di formazione universitaria che la porta a diventare un’insegnante innovativa. Attraversa stagioni storiche complesse come il Fascismo e la guerra, lavorando inizialmente in zone montane di grande povertà. Sviluppa una filosofia pedagogica che considera gli alunni portatori di cultura, ispirandosi a Don Lorenzo Milani, John Dewey e Célestin Freinet, con un metodo basato sull’apprendimento esperienziale e cooperativo. Negli anni Sessanta si avvicina al MCE, confrontandosi con importanti linguisti e pedagogisti dell’epoca. La sua attenzione si è concentrata sempre sui bisogni degli studenti, sul loro contesto di provenienza e sulle loro esigenze formative. Valorizza linguaggio informale e la memoria orale, <<come una sfida al superamento delle povertà linguistiche e culturali>> (Cavinato 2023) producendo ricerche storiche come, Più fatti che parole (1977), Controstorie di due guerre mondiali (1977), Pensare, parlare, scrivere (1985). Nel 1981 ha ricevuto dal Presidente Sandro Pertini un diploma di benemerenza per il suo impegno nell’istruzione elementare e materna.

Maria Francesca Rossi Gardelli è nata a Forlimpopoli nel 1930, città nella quale rimarrà per tutta la vita. Attiva protagonista della vita sociale del suo paese, fonda insieme a un gruppo di amici — tra cui l’inseparabile Gisella — la cooperativa “Lamberto Valli”, realtà che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento nell’accoglienza e nell’inclusione dei ragazzi disabili. Nell’insegnamento ha sempre trovato la sua vera vocazione, lavorando anche in scuole rurali delle colline romagnole, e portando con sé un approccio originale e innovativo. Insieme all’amica e collega Gisella, sviluppa negli anni Settanta un approccio didattico all’avanguardia che qualcuno ha definito ‘lavoro a classi aperte’ una modalità d’insegnamento in cui le rispettive passioni — l’italiano per Gisella, la matematica per Francesca — si intrecciavano per dare vita a un metodo attivo, inclusivo e creativo. Numerose le collaborazioni che hanno arricchito il suo percorso professionale: dal professor Andrea Canevaro al professor Piero Bertolini, fino alla professoressa Rosa Rinaldi Carini, con cui ha condiviso riflessioni e progetti educativi innovativi.
<<Francesca e Gisella erano convinte che si impara a parlare parlando, a misurare misurando, a ricercare ricercando. Credevano in un’educazione fatta di esperienze significative, da analizzare e interiorizzare attraverso la riflessione e la rielaborazione, piuttosto che subire passivamente. La loro missione era “fare cultura” insieme ai bambini, per costruire non solo ‘saperi’, ma anche cittadini consapevoli e curiosi>>
Approfondisci
-P. Silimbani, La parola come antidoto alla banalità. In ricordo di Gisella Galassi, 2024.
–Convegno Più fatti che parole, a cura di CIDI e MCE dedicato alla maestra Gisella Galassi Ricci, nel centenario della sua nascita (2022). Con il patrocinio di Indire e Giscel.
–Ascolta la biografia e il Diario di Gisella Galassi Ricci dalla raccolta podcast Maestre di Frontiera.
–Leggi le pagine del Diario di Gisella Galassi Ricci estratto da “Maestre di frontiera – Storie di piccole scuole nel lungo corso del XX secolo”, Quaderno delle Piccole Scuole edito da Indire, a cura di Pamela Giorgi (ricercatrice Indire) e della professoressa Raffaella Calgaro (ITT “G. Chilesotti” Thiene, VI).

>> Consulta la bibliografia alla pagina MCE
Crediti: Testi, materiali fotografici e bibliografici selezionati e forniti a cura del Prof. Giancarlo Cavinato. Si ringrazia la Redazione di Gessetti Colorati.
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