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MLTV4MATH – Il pensiero visibile in matematica

logo mltv4mathChe cosa vale la pena imparare in matematica al tempo della complessità e della quarta rivoluzione industriale, con la sua vertiginosa velocità di cambiamento che rende qualsiasi conoscenza rapidamente obsoleta? Al di là della scelta dei contenuti, è di certo necessario acquisire una visione ampia dell’insegnamento della matematica e del ruolo che essa svolge nella società e considerarla un’occasione per sviluppare creatività, curiosità, pensiero critico, pianificazione e una mentalità globale che permetta di guardare i fenomeni in modo sistematico, cogliendo tra loro relazioni e interdipendenze.

In linea con questa visione, MLTV4MATH – Il pensiero visibile in matematica è un progetto di co-ricerca condotto da Indire con i docenti del dipartimento di matematica dell’ISIS “Europa” di Pomigliano d’Arco.

L’iniziativa è nata nel settembre 2018 come spin-off del più generale MLTV che era mirato a sperimentare una combinazione dei due framework concettuali di Project Zero (Harvard University), Making Learning Visible (MLV) e Visible Thinking (VT) per supportare lo sviluppo del pensiero e la comprensione profonda e, in definitiva, un apprendimento significativo, nel contesto delle scuole secondarie di secondo grado italiane.

Nel corso del progetto MLTV4MATH il gruppo di co-ricerca ha studiato e messo in luce le peculiarità dell’applicazione del framework MLTV all’insegnamento della matematica, sperimentando in classe numerose thinking routine e analizzando la documentazione relativa in discussioni basate su protocolli, con specifica attenzione ai principali problemi dell’insegnamento e dell’apprendimento della matematica, identificati dalla letteratura di settore.

 

 

In particolare, nei casi studiati, la cultura del pensiero promossa dal framework e dai suoi strumenti ha dimostrato di poter sviluppare una visione epistemologicamente corretta della matematica, una visione concettuale che attenziona i processi più che i prodotti, contribuendo con ciò a prevenire bias cognitivi e atteggiamenti negativi degli studenti come ansia, paura e avversione che minano il benessere emozionale necessario all’apprendimento. Tali atteggiamenti sono generalmente riconducibili a una visione procedurale della matematica, vista come una disciplina chiusa, in cui può penetrare solo chi ha un talento naturale, una buona memoria e velocità, completamente decontestualizzata e pertanto sentita lontana dalla realtà degli studenti che non ne colgono l’utilità.

La genesi di simili pregiudizi può essere evitata scoraggiando la memorizzazione di conoscenze inerti, spostando l’enfasi dalle abilità procedurali ai processi di pensiero e guidando gli studenti ad acquisire progressivamente forme tipiche del pensiero matematico (come congetturare, argomentare, verificare, giustificare, definire, generalizzare, dimostrare) e abituarsi ad utilizzarle a partire da situazioni reali. Con stupore e soddisfazione i docenti sperimentatori hanno visto i loro studenti discutere di matematica anziché cercare di arrivare in qualche modo a una soluzione unica e preesistente o addirittura di tirare a indovinare! Non era mai successo prima. Inoltre numerose osservazioni in classe hanno riportato come gli studenti più deboli e meno propensi ad essere coinvolti nel dialogo di classe, abbiano fatto sentire per la prima volta la loro voce durante le attività basate su routine e protocolli, arricchendo la discussione con spunti degni di nota e intuizioni. Altro aspetto interessante è il momento dell’approccio al problema in cui un lavoro di classe basato sulle thinking routine ha attivato e fatto emergere il pensiero narrativo che, non solo nei primi anni di scuola ma anche molto più in là, contribuisce a costruire una cornice di senso alla situazione problematica agli occhi degli studenti e questa è la premessa perché essi possano essere invogliati ad impegnarsi con il problema, perchè decidano di provarci, utilizzando poi il pensiero logico in fase di soluzione.

L’errore in matematica in questo progetto non viene negato e “pudicamente” nascosto. L’errore viene portato alla luce e valorizzato, in attività metacognitive basate su specifiche routine, non come sintomo di una difficoltà o incidente di percorso ma come necessario tentativo sulla strada dell’apprendimento.

Infine la versatilità dell’approccio ha reso possibile il suo utilizzo anche a distanza e con la didattica digitale integrata.

Il framework ha fornito ai docenti strumenti di lavoro ma anche una lente teorica per interpretare le loro pratiche nel contesto d’azione. Essi hanno dichiarato di riconoscere che l’aver partecipato a un gruppo di discussione e alla co-ricerca è stata per loro una potente forma di sviluppo professionale che ha portato ad un apprendimento trasformativo in quanto, anche a progetto concluso, la metodologia e i suoi strumenti rimarranno permanentemente nella loro pratica professionale.

Info

Struttura di ricerca 2:  Didattica laboratoriale e innovazione del curricolo nell’area scientifica (STEM)

Referente ISIS “Europa” di Pomigliano d’Arco prof.ssa; Sabrina Nappi

Progetto finaziato da:

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Codice progetto: 10.8.4.A2-FSEPON-INDIRE-2017-1
CUP: B59B17000020006
Asse I – “Investire nelle competenze, nell’istruzione e nell’apprendimento permanente ”
OS 10.8 – “Diffusione della società della conoscenza nel mondo della scuola e della formazione e adozione di approcci didattici innovativi (FSE)”
Azione 10.8.4 – “Formazione del personale della scuola su tecnologie e approcci metodologici innovativi”