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Ricerca e innovazione per la scuola italiana

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Innovazione
12 giugno 2017

Le “piccole scuole” fanno rete e firmano il loro Manifesto

Grande partecipazione degli istituti scolastici montani e delle isole all'iniziativa organizzata a Favignana lo scorso 10 giugno

di Redazione

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Sabato 10 giugno, nell’ex stabilimento Florio a Favignana (TP), si è tenuto il convegno organizzato dall’Indire L’innovazione per una formazione di qualità nelle Piccole Scuole.

Scopo dell’evento è stato quello di promuovere e diffondere pratiche didattiche inclusive e riflettere, insieme ai dirigenti scolastici, ai docenti e agli amministratori locali, sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie all’interno della già costituita Rete nazionale delle Piccole Scuole.

In Italia il tema riguarda 900 mila studenti appartenenti a 1.333 istituti montani e delle isole. Le cattedre e i posti di sostegno coinvolti sono oltre 90mila, distribuiti in 47.486 classi e 1.990 pluriclassi. Queste realtà sono chiamate a fronteggiare ogni giorno molteplici sfide di ordine organizzativo e didattico: dal dimensionamento delle strutture alle pluriclassi, dalla riduzione di assegnazione dell’organico all’elevato turnover dei docenti, con il rischio di interruzione della continuità didattica.

Con l’obiettivo di potenziare le esperienze in corso e trasformare le “scuole piccole” in un punto di riferimento per l’intero territorio, in occasione del convegno di sabato scorso i rappresentanti di alcuni istituti montani e delle isole di tutto il Paese hanno sottoscritto ufficialmente il Manifesto delle Piccole Scuole.

«Come avvenuto con il Movimento delle Avanguardie Educative – ha dichiarato il presidente Indire Giovanni Biondi – il nostro Istituto di ricerca ha messo a punto e condiviso con le scuole della rete un Manifesto grazie al quale verranno avviate una serie di attività pensate per elevare la qualità educativa delle realtà scolastiche geograficamente isolate. Con la firma del documento, le Piccole Scuole potranno prendere parte alle iniziative promosse e proporre pratiche innovative per la didattica».

L’Indire è impegnato da anni per far si che le condizioni di svantaggio di una “scuola piccola” si trasformino in opportunità, e per proporre attività che innalzino la qualità degli interventi educativi in queste realtà, anche attraverso l’uso delle tecnologie che oggi permettono di realizzare scenari educativi senza confini.

«Le piccole scuole rappresentano una risorsa importante per il nostro Paese e per tutte le studentesse e gli studenti che vivono in territori isolati e più difficilmente raggiungibili. Una scuola di qualità diffusa su tutto il territorio nazionale è un bene per l’intero Paese. Proprio quelli che possono sembrare punti di debolezza – classi piccole o pluriclassi, la distanza dai grandi centri – possono essere trasformati in risorse e leve per fare sperimentazione didattica. Nelle piccole scuole si può disegnare un pezzo di scuola del futuro. Accogliamo quindi con vivo interesse il loro Manifesto e la voglia che dimostrano di fare rete. Insieme all’Indire, come Ministero, sosterremo queste realtà che attraverso nuovi modelli didattici e con l’uso delle tecnologie possono superare gli ostacoli e le difficoltà che vivono quotidianamente», ha dichiarato la Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli intervenuta in videoconferenza.

Nel corso degli anni, l’attività di ricerca condotta dall’Indire ha permesso di offrire ai docenti della Rete delle Piccole Scuole alcuni modelli consolidati: uno specifico sulla “didattica condivisa”, con l’uso quotidiano della videoconferenza tra due o più classi di istituzioni scolastiche diverse, e uno orientato all’“ambiente di apprendimento allargato“, grazie al quale una o più classi lavorano a un progetto disciplinare comune e organizzano incontri periodici tra docenti, studenti ed esperti facendo un uso ragionato e intelligente delle tecnologie e della didattica a distanza. L’ex Sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, in videocollegamento, ha ringraziato l’Indire proprio per il lavoro svolto in questi anni nel promuovere e diffondere pratiche didattiche inclusive per gli istituti isolati.

Presenti al convegno, fra gli altri, il sindaco di Favignana Giuseppe Pagoto, il “padrone di casa” dello stabilimento Florio Luigi Biondo, il prefetto di Trapani Giuseppe Priolo, il dirigente dell’USR Sicilia Luca Girardi e la docente dell’istituto “Rallo” di Favignana Linda Guarino.

«La scuola oggi sta cambiando e va verso il superamento della rigida divisione in classi e della tradizionale scansione dei tempi di apprendimento. Se puntano sui caratteri originali di cui sono naturalmente dotate, le scuole piccole possono fungere da modello ed essere in prima linea nella trasformazione del modello educativo nazionale», ha concluso il presidente Biondi.

 

Convegno sulle Piccole scuole a Favignana

 

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