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Ricerca e innovazione per la scuola italiana

indireinforma

28 giugno 2017

Istruzione degli adulti, alcuni dati raccolti alla prima edizione di FierIDA

di Alessandra Ceccherelli

«Sono 13 milioni gli italiani senza titolo di studio. L’emergenza educativa non è marginale, riguarda quasi il 50% degli adulti». Con queste parole di Sebastian Amelio, ispettore tecnico Miur e figura centrale della recente riforma dell’istruzione degli adulti, si è aperta FierIDA, la prima fiera nazionale della scuola degli adulti, organizzata a Napoli il 29-31 maggio scorsi dalla rete RIDAP – Rete Italiana Istruzione degli Adulti, in collaborazione con il MIUR. Obiettivo di questo primo appuntamento nazionale è stato quello di dare visibilità al settore e mettere in evidenza i risultati e le esperienze in corso, tracciando un primo bilancio di tre anni dall’avvio della riforma che ha istituito i Centri provinciali dell’istruzione degli adulti (CPIA).

Il 41% degli italiani tra i 25 e i 64 anni ha al massimo una licenza media, con picchi drammatici in Sardegna, Sicilia e Calabria, dove più della metà della popolazione non ha un diploma: questo il dato registrato da Istat 2014 ripreso da Amelio. E se l’Ocse-Pisa certifica che i livelli generali di istruzione in Italia stanno migliorando costantemente, nel 2012 la percentuale di 25-34enni senza diploma del secondario superiore (28%) era la terza più alta dei Paesi dell’Europa a 21, dopo Portogallo (42%) e Spagna (35%), ed era molto più alta rispetto alla media del 15,7% dell’UE.

Eppure la crescita economica e lo sviluppo sociale del Paese non possono essere stabili senza un continuo adeguamento delle capacità e competenze dei suoi cittadini. E i CPIA, le scuole degli adulti, accolgono nelle loro aule una larga parte della popolazione più fragile, quella che rischia di non poter avere garanzie di inserimento nel mondo lavorativo: migranti, adulti senza diploma, adolescenti che hanno abbandonato gli studi precocemente. A quasi tre anni dall’avvio della riforma che ha istituito i CPIA e rivoluzionato l’organizzazione dell’Istruzione degli Adulti in Italia, sono molte le direttrici di lavoro su cui, tra luci e ombre, si sta lentamente concretizzando l’innovazione prevista dal testo di legge, con differenze significative nelle diverse regioni. Dare visibilità al lavoro svolto quotidianamente dai 128 CPIA presenti in tutte le province del territorio è stato proprio uno degli scopi della tre giorni di Napoli, che ha registrato un dato positivo di affluenza. Oltre 500 visitatori giornalieri tra esperti, rappresentanti istituzionali e membri del gruppo di lavoro Paideia (piano nazionale di attuazione della riforma), ma soprattutto tanti insegnanti dei CPIA hanno animato le giornate di incontri, workshop e comunicazioni operative.

Dopo l’apertura, alla presenza delle autorità tra cui Luisa Franzese, Direttore USR Campania, Lucia Fortini, Assessore all’Istruzione della Regione Campania e Luca Tucci, DG per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione MIUR, le relazioni sono state dedicate a un bilancio dei tre anni. Per quanto riguarda il consolidamento del nuovo sistema di istruzione degli adulti, la recente assegnazione di fondi ha destinato complessivamente circa 2 milioni di euro per sostenere e potenziare i nuovi assetti organizzativi e didattici dedicati principalmente alla prima applicazione dei prodotti messi a punto dai CPIA (50% dei fondi), all’attivazione di centri di ricerca regionali di sperimentazione e sviluppo facenti capo a un CPIA (30%), alla realizzazione delle misure nazionali di sistema per l’aggiornamento dei dirigenti, dei docenti e del personale ATA (10%) e alla realizzazione delle azioni previste dal protocollo d’intesa tra il MIUR e il Ministero della giustizia siglato nel maggio 2016 (non più del 10%).

 

INDIRE/EPALE E L’ISTRUZIONE DEGLI ADULTI

Il nostro Istituto cura il monitoraggio della riforma fin dalla sua fase sperimentale e accompagna le misure di sistema fornendo la piattaforma di lavoro riservata ai CPIA per la condivisione dei prodotti. Il ricercatore Matteo Borri è intervenuto per esporre le attività finora svolte.

I dati ufficiali parlano di oltre 1.800 punti di erogazione dei CPIA attivi e funzionanti nell’a.s. 2016/2017 e di quasi 230 mila patti formativi individuali sottoscritti da adulti che rientrano nel sistema di istruzione per conseguire un titolo di studio.

L’educazione finanziaria, con le recenti disposizioni previste per il progetto EduFinCPIA, l’integrazione linguistica dei migranti adulti e l’educazione in carcere sono stati alcuni tra i temi cui è stato dato più ampio spazio, con relazioni ed esperienze dalle regioni. C’è stato modo di aprirsi anche alla dimensione europea, con l’organizzazione di tre workshop Erasmus+ ed EPALE, momenti durante i quali sono state condivise esperienze e progetti realizzati, alla presenza dello staff dell’Agenzia Erasmus+ Indire e dell’Unità EPALE Italia. EPALE, la piattaforma digitale europea dedicata all’istruzione degli adulti, rappresenta una risorsa concreta per l’IDA e costituisce un valido supporto per le scuole nell’attuazione della riforma, dal momento che rende visibili e condivisibili le esperienze svolte nelle scuole italiane ed è ormai un riconosciuto punto di incontro con analoghe organizzazioni europee, anche per l’avvio di progetti didattici internazionali. Tre esperienze presentate a FierIDA sono già consultabili sulla piattaforma EPALE: La sperimentazione del CPIA di Ancona sull’educazione finanziaria; La metodologia del team building elaborata dal CPIA Napoli Provincia 1; L’esperienza di formazione Erasmus+ del CPIA Napoli Città 2.

 

COS’È EPALE

L’Electronic Platform for Adult Learning in Europe (EPALE) è la piattaforma digitale europea dedicata ai professionisti che operano nel settore dell’educazione degli adulti. L’ambiente online offre la possibilità di collaborare e incontrarsi per scambiare idee, esperienze e soluzioni. Attualmente sono 26mila gli iscritti in Europa e 3mila quelli in Italia. L’Unità nazionale EPALE ha sede presso l’Indire.

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