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indireinforma

20 agosto 2018

La trasformazione del calendario scolastico fra i temi di Fiera Didacta 2018

di Elena Mosa, Lorenza Orlandini

In una scuola strutturata intorno al concetto di competenza e abilità, il tradizionale modello educativo centrato unicamente sul doppio tempo “spiegazione-interrogazione” mostra un’evidente debolezza. Quando si va a modificare il cuore del modello formativo prendendo le distanze dall’erogazione di contenuti in favore della promozione di competenze, l’ora di sessanta minuti diventa infatti stretta.

Le molteplici esperienze didattiche che l’Indire ha osservato in questi anni ci restituiscono un orizzonte in grande trasformazione in cui, ad esempio, all’interno della tradizionale ora di lezione si è sentito il bisogno di utilizzare contemporaneamente metodologie didattiche differenti, più direttamente improntate all’attivismo pedagogico. In questo scenario, la dimensione del tempo acquista un valore pedagogico centrale, su cui dirigenti scolastici e docenti possono fare leva per dar vita a un ambiente di apprendimento centrato su due aspetti fondamentali: sullo studente e sui suoi ritmi di apprendimento, sul docente e sui suoi stili di insegnamento.

Un’Idea del Movimento di Avanguardie educative che si comporta da “contenitore” ampio per accogliere una pluralità di approcci didattici è quella della Compattazione del calendario scolastico che consiste, in pratica, nella distribuzione del numero di ore di una disciplina in modo non omogeneo nell’arco dell’anno scolastico. Ad esempio, italiano viene insegnato solo nel primo quadrimestre: anziché avere quattro ore di italiano distribuite nell’arco di tutte le settimane dell’anno, ne vengono svolte otto alla settimana, in modo che l’intero corso possa essere completato in un solo quadrimestre. Alcune materie vengono quindi insegnate unicamente nel primo quadrimestre, altre solo nella seconda parte dell’anno. Altre discipline, invece, non vengono compattate perché necessitano, per la loro stessa natura, di un approccio costante e continuativo nel tempo (ad es. le lingue o l’educazione motoria).

Il risultato è quello di disporre di un numero di ore raddoppiato in metà anno, col beneficio di avere tempi più distesi per svolgere attività laboratoriali e fare un lavoro approfondito sui contenuti, permettendo ai ragazzi di concentrarsi su un numero inferiore di materie in contemporanea.

Dal punto di vista del docente, la compattazione spinge a ripensare il classico modello frontale di interazione con lo studente. Potendo contare infatti su un numero maggiore di ore continuative a disposizione, si viene a creare un ambiente classe più flessibile, in cui gli insegnanti possono usare stili di insegnamento vari e interattivi. Un’organizzazione di questo tipo, inoltre, agevola la collaborazione fra i docenti che sono spinti a progettare insieme le attività didattiche e a lavorare anche in interclasse, scomponendo due o più classi e riaggregandole per livelli omogenei o per fasce d’interesse.

Dal punto di vista degli studenti, questa metodologia facilita la creazione di un rapporto diretto con il docente. Inoltre, la possibilità di concentrarsi su un numero inferiore di materie contemporaneamente favorisce uno studio più concentrato e approfondito, riducendo il senso di frammentazione.

Lo studio della compattazione del calendario scolastico, iniziato nel 2014, anno di avvio di “Avanguardie educative”, ha aperto interessanti prospettive di approfondimento, anche grazie alla viralità del Movimento. Le scuole capofila di questa Idea, che avevano in atto modelli di compattazione oraria all’interno della stessa disciplina con modalità di tipo simmetrico o asimmetrico (è asimmetrico nel caso in cui vi sia una suddivisione non equivalente tra primo e secondo quadrimestre del monte ore totale della disciplina esempio: 2/3 del monte ore nel primo quadrimestre e 1/3 nel secondo), hanno cercato la propria strada e sono giunte a modelli diversi che prevedono principalmente la compattazione tra discipline diverse con progetti pluridisciplinari tra primo e secondo quadrimestre.

L’attività di ricerca ha inoltre messo a fuoco altre due modalità di intervento sulla coordinata tempo: la flessibilità delle attività curricolari e una versione mista tra questa e la compattazione. La prima è finalizzata alla costituzione di un monte ore curricolare che può essere gestito dallo studente. In questo caso, l’intervento prevede la riduzione dell’ora di lezione da 60 minuti a 50 o 55 e la progettazione di tre tipologie di lezioni curricolari: recupero, potenziamento, laboratori pluridisciplinari. Gli studenti che non si trovano in situazione di recupero sono quindi liberi di scegliere e prenotare il corso curricolare di proprio interesse, secondo un modello universitario. La versione mista “rimedia” invece le conseguenze della riduzione oraria a 50 minuti con l’orario compattato, arrivando così a delineare un quadro orario molto diverso da quello che siamo abituati a conoscere.

Queste proposte sono pensate per abilitare spazi ampi e flessibili grazie ai quali “curvare” il curricolo sulle esigenze formative degli studenti, aiutandoli a non incorrere in situazioni di sovraccarico cognitivo. Fra i principali benefici della compattazione ci sono il poter disporre di più tempo per affrontarne i concetti chiave, la possibilità di organizzare attività finalizzate a intercettare i diversi stili cognitivi degli studenti, la riduzione del tempo dedicato alle attività di gestione della classe (ad esempio il momento dell’appello). Ma non solo: la compattazione può migliorare le relazioni interpersonali tra docenti e studenti (una maggiore continuità permette infatti loro di conoscersi più in profondità) e può accrescere la collaborazione fra docenti poiché rende necessaria una programmazione collegiale delle attività didattiche. Un ulteriore aspetto da non sottovalutare è che si tratta un cambiamento che può essere attuato a costo zero, anche se può essere utile prevedere dei percorsi di formazione per i docenti coinvolti.

Nel corso di Fiera Didacta, i docenti interessati ad approfondire questi temi potranno scegliere di partecipare a due workshop tenuti da dirigenti e docenti di scuole nelle quali l’Indire ha studiato gli interventi apportati alla coordinata temporale. Ciascun workshop è organizzato in tre micro Debate a due relatori nel corso dei quali verranno messi a fuoco e problematizzati aspetti chiave e ricadute dell’uso flessibile del tempo.

 

 

Info sui workshop:

Trasformare e compattare il tempo-scuola: si può?
Data: 18/10/2018
Orario: 11,15 – 13,15
Sala: B1 Inferiore
Tipologia: debate
Iscriviti al workshop!

 

Opportunità e vincoli dell’uso flessibile del tempo scuola
Data: 20/10/2018
Orario: 16,15 – 18,15
Sala: B1 Inferiore
Tipologia: debate
Iscriviti al workshop!

 

 

FIERA DIDACTA ITALIA

Fiera Didacta Italia, il più importante appuntamento fieristico sul mondo della scuola, è in programma alla Fortezza da Basso di Firenze dal 18 al 20 ottobre 2018. La manifestazione propone un programma di oltre 150 eventi tra workshop e convegni coordinati dall’Indire con la collaborazione di un Comitato Scientifico composto da Cnr, Istituto degli Innocenti, CRUI, Associazione Italiana Editori e Reggio Children. Il programma scientifico è articolato in base ai diversi livelli scolastici, per consentire agli insegnanti di partecipare in base al tema ed al livello scolastico, con l’inserimento del segmento 0-6 anni e di una sezione dedicata agli Istituti alberghieri, con lezioni, showcooking e attività di laboratorio. Fiera Didacta Italia è inserita dal Miur tra gli eventi previsti dal piano pluriennale di formazione dei docenti .

Sito ufficiale della manifestazione: http://fieradidacta.indire.it

Programma scientifico: http://fieradidacta.indire.it/programma-scientifico

Tutte le informazioni per partecipare: http://fieradidacta.indire.it/modalita-di-partecipazione

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