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indireinforma

31 ottobre 2018

Online l’Epale Journal su imprenditorialità e formazione – L’Editoriale

di Alessandra Ceccherelli

Il terzo numero della rivista “Epale Journal on Adult Learning and Continuing Education” è dedicato a “Imprenditorialità ed educazione degli adulti: un nuovo senso di innovazione, creatività e pensiero critico”. Epale Journal è un’iniziativa nata dalla collaborazione tra Indire-Unità EPALE Italia e RUIAP-Rete delle Università Italiane per l’Apprendimento Permanente, con l’obiettivo di sottolineare e sollecitare l’impegno dell’Alta formazione universitaria in Italia sia per il Lifelong Learning, sia per l’apprendimento continuo e l’impegno a costruire solide basi perché si possano diffondere apprendimento e istruzione per tutto l’arco della vita. Pubblichiamo di seguito l’Editoriale dei direttori scientifici della rivista.

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Parlare di imprenditorialità è complesso e inusuale per gli studi sull’educazione degli adulti e nell’educazione degli adulti, ancor più raro è coniugare l’intraprendenza con l’apprendimento continuo.

Aver voluto mettere in rilievo un tema non scontato e, al contempo, molto attuale, rappresenta una sfida per la diffusione di cultura nel mondo dell’educazione e dell’apprendimento. Dunque, al centro della riflessione che lega gli articoli di questo nuovo numero di Epale Journal, giunto al secondo anno di pubblicazione, si situa l’idea di innovazione che sta accompagnando lo sviluppo delle nostre società occidentali. Pur di fronte a un cambiamento epocale, che ormai stiamo vivendo con disarmante noncuranza, abbiamo voluto osare per il domani e abbiamo voluto pensare a un tema del futuro. Come costruire “imprenditorialità”, come pensare l’“imprenditorialità”, dove attuare l’“imprenditorialità”, perché farla uscire dagli ambiti angusti della produttività economica e del mercato? Si è trattato di interpretare una categoria centrale per le nostre vite che, però, complice la storia del Novecento, è stata lasciata ai margini e connotata riduttivisticamente come una categoria per il profitto.

Invece, il senso del nostro numero sta tutto nell’aver chiamato in causa una nuova maniera di leggere un concetto pur carico di significati vetusti, ma la storia va avanti, le società si evolvono e anche il pensiero su categorie passate ci deve permettere uno sguardo verso l’oltre. Allora l’imprenditorialità si collega con l’imprenditività, con la formazione umana e personale, con l’apprendimento, con le competenze trasversali e con le competenze strategiche. Ci è parso un ricco viaggio attraverso la crescita dell’uomo a contatto con l’evoluzione della sua formazione e con l’attenzione estrema a crescita e sviluppo personali, sociali, di cittadinanza. Quali le strade percorse per parlare di imprenditorialità/imprenditività? Molteplici e ampie, larghe vie di accesso al sapere per il benessere dell’uomo nei vari contesti nei quali si trova a condurre la propria vita.

Innanzitutto la definizione: arduo arrivare a definire cosa sia l’imprenditorialità, e poi cosa sia l’imprenditività, fare impresa forse? I vari e ricchi articoli si pongono il problema e le soluzioni sono variegate e diverse, si possono accogliere alcune idee importanti. Lo spirito di imprenditorialità figurava, già nel 2006, fra le otto competenze chiave per l’adulto, cittadino d’Europa. Si è andata evolvendo, la categoria, fino a diventare importante per tratteggiare l’insieme delle competenze necessarie per la vita sociale, per la cittadinanza, per l’educazione, per lo sviluppo di benessere ecologicamente inteso.

Direttamente connesse con tale categoria, a più livelli richiamata, ci sono le competenze e l’apprendimento/educazione. Gli articoli si esercitano soprattutto su questo secondo grande tema. Le competenze, il bilancio di competenze, le soft e le strategic skills si pongono al centro del processo di apprendimento. Le dimensioni educativa e formativa si sostanziano di competenze, l’apprendimento in carcere, con i migranti, a scuola, con gli adulti, nei CPIA, non può non essere denso di percorsi che abbiano le competenze trasversali e non come assi portanti per raggiungere learning outcomes adeguati. Senza competenze non abbiamo la connessione con il mondo del lavoro, senza competenze non possiamo dire di formare soggetti che si situeranno nei più diversi contesti professionali.

Come sempre, il numero di articoli si equilibra fra teoria e prassi. Interessanti buone pratiche incoraggiano a sperimentare percorsi di intraprendenza/imprenditività nei contesti di apprendimento. La creatività, la riflessività, l’innovazione formativa, di processo e di prodotto, fanno capolino dalla viva voce dei ricercatori/practitioners.

Come sempre abbiamo cercato di stimolare un dibattito agli esordi, importante per ampliare i nostri panorami riflessivi.

In che senso le competenze possono essere raggiunte attraverso consueti percorsi di apprendimento? Quanto la modalità didattica, laboratoriale o seminariale, incide sul conseguimento di conoscenze connesse alle competenze? Quanto sappiamo, come educatori, saper educare, a qualsiasi livello, ad essere imprenditivi, ad essere imprenditorialmente capaci, ad essere riflessivi verso se stessi più che verso gli altri?

Queste e altre domande emergono dai densi articoli che presentiamo, lieti che l’educazione degli adulti stia iniziando a raccogliere sfide del e per il XXI secolo.

 

di Vanna Boffo e Mauro Palumbo, direttori scientifici Epale Journal

 

 

Epale Journal n.3 – “Imprenditorialità ed educazione degli adulti: un nuovo senso di innovazione, creatività e pensiero critico”>>

Tutti i numeri del periodico saranno raccolti nella pagina Epale Journal sul sito erasmusplus.it.