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indireinforma

22 Apr 2016

«Con Erasmus si impara il rispetto delle persone, del vivere civile e dell’ambiente»

In occasione dell'Open Day Erasmus svoltosi a Villa Borghese dal 22 al 25 aprile, abbiamo intervistato la dirigente scolastica Anna Messinese

di Luca Rosetti

Il 22 aprile, in occasione della 46a Giornata Mondiale della Terra, l’Indire ha organizzato l’Open Day Erasmus+, uno spazio informativo interamente dedicato all’educazione ambientale e alla mobilità internazionale di studenti e docenti. Cornice dell’evento, il “Villaggio per la Terra”, manifestazione di Earth Day Italia che dal 22 al 25 aprile ha offerto approfondimenti e momenti di discussione sui temi della sostenibilità e della tutela del pianeta.

Nel corso della giornata del 22 si è svolta nel parco di Villa Borghese a Roma una toccante cerimonia in ricordo delle studentesse Erasmus scomparse lo scorso 20 marzo in un incidente stradale in Spagna, durante la quale sono stati piantati 13 alberi di leccio ed è stata posta una targa con i nomi delle ragazze.

All’Open Day hanno aderito numerose scuole provenienti da tutta Italia, per raccontare le loro storie Erasmus e partecipare alle iniziative proposte dagli organizzatori.

Nell’occasione, è stata intervistata Anna Messinese, dirigente scolastica di due istituti scolastici romani che hanno partecipato, il Liceo Artistico Statale “Giulio Carlo Argan” di Cinecittà e l’Istituto Comprensivo “Melissa Bassi” di Tor Bella Monaca.

 

Prof.ssa Messinese, in questa giornata di ricordo delle studentesse scomparse in Spagna, si è voluto lanciare un messaggio di speranza. Quali sono, secondo lei, i valori che il Programma Erasmus trasmette ai giovani?
L’Erasmus è una grande occasione di scambio e di comunicazione tra culture diverse. È fonte di conoscenza soprattutto a livello culturale nel senso antropologico. La conoscenza delle culture, dei modi di vita, dei comportamenti che fanno capo ai modelli culturali delle diverse comunità promuovono il rispetto tra le persone e i valori del vivere civile anche tra diverse culture. Si scoprono infatti i valori comuni del vivere in società nel benessere emotivo e affettivo, anche se sono talvolta diverse le manifestazioni comportamentali dovute ai differenti schemi culturali. Oltre alle possibilità offerte dall’Erasmus, la conoscenza di altre realtà sociali avviene anche attraverso le tecnologie della comunicazione che ci mettono quotidianamente in contatto con il mondo, seppur in modo virtuale. L’incontro e lo scambio tra i vari gruppi sociali è diventato l’elemento indispensabile che promuove la capacità di adattamento e la flessibilità per l’integrazione e il dialogo, e questa è appunto la richiesta della società multiculturale e della globalizzazione.

In che modo l’educazione ambientale potrebbe diventare un elemento di cambiamento del nostro sistema scolastico?
L’educazione deve rendere consapevole la persona della trasversalità delle problematiche ambientali, partendo dal concetto di rispetto dell’ambiente, che è patrimonio dell’umanità e che, proprio per questa comunione, deve essere tanto più curato e preservato. Il rispetto parte dalla più piccola azione a favore dell’ambiente, riflettendo sul fatto che ognuno di noi con le proprie azioni concorre al mantenimento generale degli equilibri. Tali comportamenti devono estendersi per tutta la vita adattandosi di volta in volta a nuove situazioni, esigenze interdipendenti tra loro e devono costituire l’elemento motivante di una nuova identità culturale. Si potrebbe parlare di una motivazione comune di preservazione dell’ambiente, che fa percepire il senso di appartenenza a livello mondiale e che orienta all’azione coerentemente all’interno del modello culturale. L’offerta formativa scolastica dovrebbe tener conto, come obiettivo trasversale che attiene al comportamento, della promozione della cultura ambientale partendo dalla comprensione dei vari aspetti del proprio ambiente, in una azione discreta ma continua in cui sia sempre presente il valore del rispetto dei nostri luoghi di vita. Rispettare l’ambiente vuol dire rispettare le persone nel diritto comune di vivere nel proprio ambiente. L’intervento formativo deve quindi riguardare la modifica del comportamento in tal senso e farlo rientrare nell’identità culturale.

Quali investimenti per le generazioni future? 
Formare i “nativi ambientali” e la “coscienza ecologica” sono i fondamenti del futuro. C’è da considerare però che è necessaria una modifica immediata di tutte le produzioni industriali a grande scala e a piccoli livelli, immissione di fumi, danneggiamenti dell’atmosfera e ogni cosa che alteri la normale vita naturale dell’ambiente. I cambiamenti climatici li stiamo già vivendo e i ritmi di queste modifiche sono vertiginosi. In buona sostanza, va bene che le nuove generazioni si formino nel rispetto dell’ambiente, ma è indispensabile l’immediato intervento di interruzione di quelle attività che squilibrano la naturale vita del pianeta. In questo momento è molto evidente la contraddizione tra l’immediatezza di azione richiesta dai guasti ambientali e il cambiamento dei comportamenti che hanno prodotto gli squilibri ambientali, da ascrivere a schemi culturali, economici e politici che, al contrario, avvengono solo dopo lunghe elaborazioni che possono investire intere generazioni. È un dato di fatto però che dobbiamo investire sull’educazione delle generazioni future per farle vivere in un ambiente che già da oggi noi adulti abbiamo il dovere di rispettare e mantenere.

 

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