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Ricerca e innovazione per la scuola italiana

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Ricerca
6 settembre 2017

Harvard e Indire insieme per “Project Zero”

di Fabiana Bertazzi

È partita ufficialmente la collaborazione tra l’Indire e la Harvard Graduated School of Education  nell’ambito di “Project Zero”, il decennale lavoro di ricerca sul pensiero umano e sui processi di apprendimento e di costruzione della conoscenza, avviato dal centro di ricerca statunitense nel 1967.

La premessa che ha dato impulso allo studio riguarda la necessità di rendere i processi cognitivi “visibili” per indurre studenti ed insegnanti a riflettere in modo critico sulla propria attività didattica e cognitiva. Individuare e comprendere tutti i fattori chiave che sono alla base delle modalità con cui i ragazzi apprendono le conoscenze e come queste vengono trasmesse consente di intervenire con una proposta per un modello educativo alternativo a quello tradizionale, che non consideri più l’insegnamento come mera trasmissione passiva di contenuti.

La collaborazione scientifica ha fatto seguito alla visita dello scorso 16 marzo a Firenze di Mara Krechevsky, Senior Research Manager alla GSHE, che in quell’occasione oltre a presentare al personale dell’Indire la sua ricerca, si è confrontata con i presenti sui temi che riguardano la creatività e il pensiero critico. Quell’incontro si è, quindi, trasformato nel progetto “Making Learning and Thinking Visible in Italian Secondary Schools (MLTV)“, la sperimentazione nelle scuole secondarie italiane di un nuovo approccio educativo che utilizzi la documentazione come strumento capace di valorizzare l’apprendimento, aiutando gli alunni a creare momenti di riflessione su se stessi e sul proprio agire.

Il progetto afferisce all’Area di ricerca per l’Innovazione.

 

 

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