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indireinforma

3 novembre 2017

eTwinning e inclusione, breve resoconto dalla Conferenza europea di Malta

di Lorenzo Mentuccia

«eTwinning ha raggiunto grandi successi, ma ancora c’è tanto da fare. Pensate a quanta strada ha fatto il programma Erasmus per entrare nel nostro vocabolario quotidiano. Ecco, dobbiamo fare in modo che eTwinning diventi un vocabolo familiare a tutti e che entri nel dizionario, proprio come Erasmus». Si è aperta con queste parole di Rodrigo Ballester, membro di gabinetto della Commissione europea Cultura, Educazione, Sport e Giovani, la Conferenza europea “eTwinning and inclusion”, svoltasi a St. Julian a Malta dal 26 al 28 ottobre scorsi.

Oltre 500 docenti da tutta Europa, insieme a esperti e a rappresentanti istituzionali nazionali e comunitari si sono incontrati con l’obiettivo di capire come eTwinning possa aumentare le capacità delle scuole di affrontare i principali fattori di esclusione: le differenze culturali, le difficoltà educative e gli ostacoli geografici, aiutando la diffusione di attività non discriminatorie e inclusive nelle classi. Più in generale, e tenendo conto dei risultati raggiunti nel corso dei 10 anni di attività del progetto, si è parlato del ruolo dei gemellaggi elettronici fra scuole nel contribuire a migliorare i sistemi scolastici dei vari Paesi europei e a preparare i futuri cittadini, favorendo l’inclusione mediante concreti progetti internazionali e opportunità di sviluppo professionale dedicate e, soprattutto, rendendo gli insegnanti membri di una comunità inclusiva.

Dopo i consueti saluti istituzionali, ha aperto i lavori Mark Penfold della Babington Academy di Leicester. Nel suo intervento, The meaning, philosophy and practice of inclusion in a digital age, Penfold si è soffermato sul significato della parola “inclusione” e sul ruolo che ricopre l’insegnante in questo delicato processo. «Non è lo studente che si deve adattare alla scuola – ha dichiarato dal palco – ma è la scuola che si deve adattare allo studente, perché non ci sono formule giuste a priori o universalmente valide. Lo studente deve essere al centro».

Come ogni anno, la community italiana di eTwinning è stata rappresentata da una delegazione di eTwinners selezionati tra i vincitori del Certificato di Qualità nazionale per progetti eTwinning nell’anno scolastico 2015/16.

I partecipanti hanno avuto la possibilità di fare rete e ricevere una formazione specifica grazie agli oltre 40 workshop su problematiche e sfide attuali del settore scolastico europeo: cyberbullismo, didattica inclusiva, digital games based learning, gender equality and diversity in education, emotional learning e tante altre tematiche chiave di innovazione didattica.

Durante l’evento sono stati inoltre premiati i migliori progetti europei eTwinning dello scorso anno scolastico. Sono italiani due fondatori di progetti vincitori: si tratta di Antonella Ciriello e Antonella Novello dell’ITCS “Lazzari” di Dolo (VE) e Giusi Gualtieri del Liceo Scientifico “Marconi” di Foligno (PG). Tra i secondi classificati nelle categorie di età, anche il progetto fondato da Annalisa Di Pierro dell’ITIS “L. Da Vinci” di Pisa, realizzato coinvolgendo un team scolastico tra colleghi.

L’incontro si è concluso con una discussione plenaria insieme ad esperti moderata da Santi Scimeca, project manager di eTwinning a European Schoolnet, e con gli interventi di Evarist Bartolo, Ministro dell’Istruzione di Malta, e Michael Teutsch, Capo unità della DG Education and Culture della Commission Europea.

Il tema dell’inclusione scolastica è al centro anche della nuova pubblicazione europea dal titolo “Building a culture of inclusion through eTwinning” presentata proprio durante la Conferenza. Il testo, già disponibile online in versione inglese (a breve lo sarà anche in italiano), presenta una selezione di progetti e attività eTwinning che promuovono l’istruzione scolastica inclusiva.

 

 

COS’È ETWINNING
eTwinning è la community europea di insegnanti attivi nei gemellaggi elettronici fra scuole. Il progetto, finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del Programma Erasmus+ e coordinato a Bruxelles dal consorzio European Schoolnet, promuove l’innovazione nella scuola, l’utilizzo delle tecnologie nella didattica e la creazione condivisa di progetti didattici tra classi di Paesi diversi. L’Indire è Unità nazionale eTwinning Italia dal 2005. L’Unità italiana lavora in raccordo costante con la rete delle Unità nazionali presenti nei 36 Paesi aderenti all’azione e con l’Unità centrale europea. Sono 500mila gli insegnanti europei registrati alla piattaforma. Di questi, circa 55mila sono italiani, con più di 18mila progetti didattici realizzati.

 

 

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