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Patrimonio storico
12 giugno 2017

All’interno della scuola “Rapisardi” di Catania nasce una galleria d’arte

La Pinacoteca R.A.S.C., messa in piedi da studenti, docenti, genitori ed esperti, valorizza l'intero edificio scolastico e dimostra l'utilità di strumenti come il Rapporto di Autovalutazione e il Piano di Miglioramento

di Pamela Giorgi

Il Circolo Didattico “Mario Rapisardi” di Catania, scuola capofila di una rete di sei istituti, dopo due anni di cantiere ha realizzato nel 2017 un progetto innovativo, frutto di un intenso e motivante lavoro di ricerca che ha coinvolto l’intera comunità scolastica, dagli studenti ai genitori, dai docenti ad alcuni esperti sul territorio.

Si tratta della Pinacoteca R.A.S.C. (acronimo di “Ricerca Azione Sonorità Colore”), una galleria d’arte disposta sui quattro piani dell’istituto. Fruibile dal territorio ed emblema della “bella scuola” orientata alla ricerca e alla realizzazione di particolari canoni estetici, la galleria d’arte ha completamente trasformato i lunghi e spogli corridoi del “Rapisardi”.

Ben 42 tele di 1m x 1,50m e 40 pannelli decorativi, nati durante i laboratori avviati nell’ambito del progetto, ricreano centinaia di opere d’arte, conferendo alla scuola quel fascino museale che continua quotidianamente a ispirare la creatività degli alunni. Ogni tela, nella fase attuale dell’iniziativa, è in attesa tra l’altro di essere collegata a un’applicazione che mostrerà le varie tappe del percorso creativo che l’ha vista diventare storia, narrazione, poesia.

La pinacoteca è multimediale: il processo artistico di creazione delle opere riguarda infatti non solo la dimensione grafico-pittorica, ma anche quella sonoro-musicale. Le opere rappresentano infatti la forma che il colore prende a partire dalla musica, interiorizzata ed espressa in una gestualità che diventa poi linguaggio poetico, matematico, scientifico e digitale.

Tutti i protagonisti coinvolti nel progetto, in collaborazione con il musicoterapeuta Francesco Fazio, l’Università di Catania, l’Accademia di Belle Arti e il Liceo Musicale “Vincenzo Bellini”, hanno realizzato un vero e proprio laboratorio territoriale che, offrendo spazio alla creatività di ogni partecipante, ha dato vita a una preziosa galleria aperta all’intero territorio, che valorizza il palazzo della scuola e offre cultura artistica alla città.

 

COME NASCE IL PROGETTO DELLA PINACOTECA R.A.S.C.

Il progetto ha preso le mosse nell’anno scolastico 2015-16 per l’esigenza di trasformare il modello educativo e di riorganizzare la didattica secondo nuovi scenari. Il punto di partenza è stato l’esame delle criticità rilevate nel Rapporto di autovalutazione (RAV, ovvero il documento che analizza il funzionamento della scuola e costituisce la base per individuare le priorità di sviluppo) cui ha fatto seguito la definizione di obiettivi specifici individuati principalmente nelle aree “Ambiente di apprendimento”, “Inclusione e differenziazione”, “Curricolo e progettazione”.

L’idea della dirigente scolastica del “Rapisardi”, Rosaria Maltese, è stata quella di far leva sulle modalità organizzative, gestionali e didattiche messe a fuoco nel Piano di Miglioramento (cioè il percorso che le scuole sono chiamate a intraprendere per il raggiungimento dei traguardi connessi alle priorità indicate nel RAV), per realizzare un’azione efficace volta al reale innalzamento della qualità di ogni aspetto della scuola. Non solo della didattica, quindi, ma anche dell’organizzazione, dell’ambiente e delle metodologie. Il lavoro è stato portato avanti attraverso una leadership diffusa e condivisa che ha portato soluzioni ai problemi e alle varie criticità via via emerse, dimostrando una volta per tutte come il Piano di Miglioramento non sia un mero documento burocratico, ma una preziosa opportunità per trasformare l’intero modello scolastico.

Le criticità evidenziate erano legate a un modello strutturale, didattico e progettuale non più funzionale alla ricerca innovativa della scuola. In particolare:

  1. un edificio grande, su più livelli, di epoca littoria, che dal 1928 è stato sede di diverse istituzioni scolastiche, con aule molto ampie occupate da arredi decadenti, lunghi corridoi dai tetti alti e dalle pareti nude;
  2. una massiccia proliferazione di progetti, validi ma frammentari, cui non era mai seguìta un’indagine sui risultati raggiunti e sul valore aggiunto;
  3. l’assenza di uno spazio destinato all’inclusione, alla differenziazione degli interventi, alla valorizzazione dei talenti;
  4. una dispersione di energie e di potenzialità del personale docente, qualificato e con professionalità specifiche (sul linguaggio teatrale e sulla musicale, sulla scrittura creativa, sulle metodologie di insegnamento delle discipline scientifiche e tecnologiche), ma frammentarie e mai messe in collegamento tra di loro.

Finché, in risposta a tali condizioni, nel 2015 è nato il progetto R.A.S.C, divenuto oggi l’iniziativa caratterizzante di questa scuola. Partendo dalla musica, l’obiettivo prioritario è stato quello di costruire un curricolo sperimentale in grado di coinvolgere i linguaggi non verbali per potenziare tutte le discipline, in una visione pedagogica capace di trasformare la qualità e la modalità dell’apprendere e toccare i linguaggi in tutte le loro accezioni. La valorizzazione della globalità dei linguaggi, l’importanza data alla narrazione, alla dimensione inclusiva della musica e alla creatività in genere hanno costituito il tessuto per la costruzione di percorsi di apprendimento orientati all’acquisizione di competenze chiave e di cittadinanza utili a preparare gli studenti alla vita, e attivare un processo di apprendimento permanente finalizzato al sapere, saper essere, saper fare, saper vivere insieme agli altri.

Grazie al Protocollo d’Intesa realizzato con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Catania, sono stati avviati la valutazione e il monitoraggio del progetto. È inoltre in cantiere la valorizzazione del palazzo storico che ospita il “Rapisardi” e la Pinacoteca R.A.S.C., attraverso la ricostruzione delle fonti scritte e cartografiche che restituiscono a Catania la riqualificazione di un’architettura e di una storia che rappresentano un importante tassello nella cultura della città dagli anni Venti agli anni Cinquanta.

 

LA FILOSOFIA DEL PERCORSO

Il progetto ha come presupposto alcune riconosciute teorie dell’apprendimento (Bruner, Vygotskij, Gardner, Goleman e molti altri) secondo cui la base concettuale per costruire ogni atto educativo è quella di agire sul mondo cognitivo e affettivo-relazionale del bambino, sull’ascolto delle sue emozioni e sulla valorizzazione della cultura di appartenenza, anche nell’ottica dell’integrazione e dell’inclusione.

La forza del progetto della Pinacoteca R.A.S.C. è dunque quella di accrescere la motivazione di tutta la comunità educante della scuola intorno a un percorso condiviso che ha restituito senso e orgoglio di appartenenza, valorizzando le professionalità di docenti, esperti e genitori, tutti impegnati nel rinnovamento della scuola. Così, attraverso la musica e la pittura, la comunità del “Rapisardi” ha ritrovato la propria identità di scuola aperta e flessibile nell’organizzazione degli spazi, ma soprattutto di “scuola bella”, partendo dal presupposto che ciò che è bello diventa buono e che l’ambiente educa alla bellezza.

Lo spazio della bella scuola “Rapisardi” è oggi divenuto un elemento imprescindibile del vissuto educativo della comunità. Dinamico, simbolico e relazionale, l’ambiente è in grado di accogliere le diverse dimensioni della vita scolastica e di assicurare alla comunità alti livelli di benessere e comfort.

 

IL RUOLO DELL’INDIRE

I ricercatori dell’Indire seguono da tempo, nel ruolo di consulenti scientifici, il progetto del “Rapisardi” e la nascita della prima pinacoteca fatta di lavori degli studenti, un’iniziativa interessante anche per un altro scopo, quello della valorizzazione del palazzo storico che ospita la scuola. Il patrimonio storico del nostro Paese può certamente stimolare nei giovani una coscienza diffusa e condivisa della storia e della cultura del territorio e concorrere alla formazione dell’identità locale e nazionale. Negli anni, l’Archivio storico dell’Indire ha portato avanti numerosi progetti di valorizzazione del patrimonio storico, non solo di quello appartenente all’Istituto, ma anche di quello esterno, ad esempio con il percorso di ricostruzione interattiva 3D della Casa Museo dell’artista pistoiese Sigfrido Bartolini. L’idea che sta alla base di questo tipo di iniziative è guidare gli studenti a essere i protagonisti di un nuovo rapporto con i beni culturali presenti sul territorio e di offrire loro l’occasione di toccare con mano il patrimonio storico/artistico e i luoghi di conservazione (musei, archivi, ecc.), nell’ottica dell’apprendimento attivo e dello sviluppo di esperienze pratiche e di competenze sociali e civiche. Archivi e musei, a loro volta, trovano nei giovani coinvolti lo stimolo per realizzare nuove forme di comunicazione e per valorizzare in modo innovativo ciò che conservano.